martedì 18 dicembre 2012

BUONE FESTE


Anche quest'anno gli abitanti del tarantino restano senza voli (anche quelli "minimi" - Roma e Milano). 
Un grazie di cuore a quegli amministratori e politici (alcuni coinvolti in recenti intercettazioni...) che fanno di tutto per mortificare questa terra: bravi!

domenica 16 dicembre 2012

AL PUNTO DI PARTENZA

dalla Stampa del 14/12/2012

dopo 6 anni di sperpero di denaro pubblico, i "capitani coraggiosi" voluti da Silvio, con accordi sottobanco (vedi: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=3908222225340&set=a.1341204051490.2042248.1272845665&type=1&theater), anche e soprattutto ai danni dei tarantini, si ritorna al punto di partenza: Alitalia passa ad AirFrance.

Articolo di Alessandro BARBERA (la Stampa)
Niente ricapitalizzazione, salvataggio pubblico o nozze arabe. Il futuro di Alitalia è scritto nella volontà della sua promessa sposa e prima azionista Air France-Klm. La banca d’affari Lazard, consulente di fiducia della compagnia franco-olandese, ha avuto mandato dal numero uno Jean-Cyril Spinetta di preparare il piano di fusione fra le due compagnie. 
 Il piano, secondo quanto riferiscono fonti confidenziali, è pronto per essere sottoposto ai soci italiani di Alitalia e prevede la nascita di un’unica holding fra le tre compagnie con un’operazione carta su carta di scambio di azioni. Il 12 gennaio scade la clausola di lock-up che i ribattezzati capitani coraggiosi firmarono cinque anni fa con la regia dell’allora amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Passera. Era il dicembre del 2008 e Berlusconi voleva a tutti i costi salvare l’italianità della compagnia sommersa dai debiti. 
 Quella decisione cancellò la gara voluta da Prodi che individuava nei francesi l’unico partner possibile. Per ironia della sorte, o semplicemente per l’ineluttabile logica delle cose, le lancette tornano indietro di sei anni. 
Dopo mesi di passione, il colosso franco-olandese sta migliorando i conti. L’ultima trimestrale (da luglio a settembre) dice che Air France-Klm ha avuto cinquecento milioni di risultato operativo, cento in più dello stesso periodo del 2011. 
A luglio dell’anno scorso il titolo aveva toccato i minimi storici - tre euro ad azione - ora è stabilmente sopra i sette, e le previsioni sono di un’ulteriore salita nel corso del 2013. Ecco perché, dopo aver messo nel cassetto il progetto ed essersi concentrato sulla ristrutturazione della compagnia, Spinetta - 69enne di origine corse - torna sul dossier con il quale vorrebbe chiudere la sua lunga carriera. Per Alitalia, i suoi soci e l’amministratore delegato Andrea Ragnetti prendere una decisione sarà difficile. E’ il tema di cui ieri si è discusso a lungo in un consiglio di amministrazione. 
La clausola di lock-up scade il 12 gennaio e prevede che fino al 28 ottobre il trasferimento a terzi avvenga a condizione che gli altri soci non esercitino il diritto di prelazione. Ma molti dei soci sono presi da altri problemi: Emilio e Fabio Riva, i più importanti dopo i francesi e Intesa, sono rispettivamente agli arresti e ricercato, stessa cosa vale per Francesco Bellavista Caltagirone. Marcello Gavio non c’è più, Fondiaria Sai e le sue partecipazioni sono finite a Unipol. 
La palla è dunque nelle mani di Intesa, che nel frattempo ha cambiato amministratore delegato - Tommaso Enrico Cucchiani - del socio-presidente Roberto Colaninno e della politica, che - pur non essendo più azionista - dovrà inevitabilmente dire la sua. 
La storia si ripete beffardamente, perché il momento delle decisioni arriva nel pieno di una transizione: su quale tavolo arriverà la richiesta dei francesi? Su quello del governo uscente e di un premier (Monti) il cui destino politico è ancora incerto oppure i soci Alitalia attenderanno il nuovo inquilino di Palazzo Chigi? La risposta non è scontata, perché i conti non vanno bene e una decisione potrebbe rendersi necessaria prima di giugno, e perché fra i soci non c’è una linea comune, se non quella di evitare una ricapitalizzazione a spese loro.
Due giorni fa, in un’intervista al Messaggero, Ragnetti ha rivendicato «mani libere» per discutere il suo futuro anche con gli arabi di Etihad. La verità è un altra: per ragioni azionarie e industriali il destino della compagnia italiana è segnato, e le parole di Ragnetti servono ad alzare il prezzo della trattativa. Insomma, è solo una questione di tempo e di prezzo: ad Alitalia credono che una azione di Air France ne valga al massimo quattro delle sue, i francesi immaginano un concambio di uno a sette.  

sabato 8 dicembre 2012

LO SCAMBIO


Vi propongo l'art. di Alberto Statera, che offre una ...rilettura del famoso esborso di € 120 milioni versati nella stiva dell'Alitalia, dietro richiesta di Silvio Berlusconi. Fatto strano, perchè Riva, come giustamente fa notare Marcello Cometti, non chiede di riaprire l'aeroporto di Taranto (che farebbe tanto comodo ai suoi dipendenti), ne tanto meno aveva interessi a fare business con gli aerei: tutti sapevano che l'Alitalia era ed è in pessime acque. 
                                       gli articoli di Marcello Cometti sulla Gazzetta

a.statera@repubblìca.it
I "patrioti", alias "capitani coraggiosi” o "cavalieri bianchi", selezionati quattro anni fa per salvare l'Alitalia da Silvio Berlusconi e da Corrado Passera, allora capo di Banca lntesa e oggi ministro delle Infrastrutture e dello Sviluppo economico, se continua così potranno darsi appuntamento, in qualche aula di giustizia o in qualche penitenziario. L'ultimo del club patriottico vestale dell' "italianità " finito agli arresti per le accuse di corruzione, concussione e associazione a delinquere, di nome non fa Silvio Pellico, ma Emilio Riva, quel vecchio padrone delle ferriere che una quindicina d'anni fasi prese l'acciaio di Stato dell'Ilva attraverso una delle tante privatizzazioni "farlocche" (copyright Matteo Renzi) e che ha continuato, secondo le accuse, ad avvelenare gli abitanti di Taranto.
Prima di lui era finito in ceppi con l'accusa dì truffa aggravata Francesco Caltagìrone Bellavista, mentre l'altro patriota Salvatore Ligresti le sue prigioni le aveva già fatte ai tempi dì Tangentopoli e oggi è di nuovo indagato anche inseguito al dissesto del suo gruppo. Ma è Riva, che le agiografie descrivono come un ex fattorino che sì è fatto da sé da "rottamaio" a grande capitalista dell'acciaio, il più patriota tra i venti patrioti che nel 2008 furono precettati da Berlusconi per salvare l'Alitalia e sottrarla alle grinfie degli invasori d'Oltralpe.
Fu lui, infatti, che sborsò 120 milioni di euro per accollarsi il 10 per cento dell'ex Compagnia di bandiera, divenendone il primo azionista italiano dopo Air France. E' vero che per uno che con l'Ilva ha incamerato utili per miliardi in pochi anni quei milioni sono un sacrificio tollerabile e che, alla fine, la folle operazione berlusconiana l'abbiamo pagata tutti noi italiani. Ma che cosa ebbe allora in cambio l'ex rottamaio di residuati bellici ben noto per il suo "braccino corto"?
Mentre la Cai, la nuova Alitalia privata, va giù a precipizio, come segnala nel suo ultimo libro ("Banchieri & Compari") Gianni Dragoni, avendo mangiato in tre anni quasi un miliardo e 200 milioni, si comincia a guardare alla strana storia dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) rilasciata dal governo Berlusconi all'Uva. Per concederla si batté come una leonessa l'allora ministra dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e qualcuno disse che fu disegnata su misura come un tailleur sullo stabilimento di Taranto. La commissione Aia incaricata di redigere il verdetto fu riempita dì ignoti personaggi soprattutto siciliani, come la ministra, e presieduta da tale Fabio Ticalì un trentenne, autore di una pubblicazione sul "ravaneto", che è nelle cave di pietra quel luogo in pendenza dove si accumulano i detriti, che con l'aria alla diossina di Taranto sembra non c'entri molto. Del resto, come dice in una telefonata Fabio Riva, figlio del patron, due casi di cancro in più che saranno mai, se non "una minchiata"?
Anche questa storia, tra le mille dell'epoca berlusconiana, temiamoci riserverà altre nauseanti sorprese, tanto che oltre alle singole inchieste andrebbe in vacato una sorta Gran Giurì su tutte le nefandezze del berlusconìsmo. Intanto, per favore, nessuno osi più chiamare patrioti i molti ceffi del capitalismo italico.


mercoledì 21 novembre 2012

LE GIUSTIFICAZIONI DI AEROPORTI DI PUGLIA

la risposta di Adp alla CCIAA di Taranto
Quando alcune settimane fa ci giunse la mail dalla Commissione alla Concorrenza CEE, chiedemmo di poter visionare anche noi gli 11 allegati di AdP che giustificavano la mancata attivazione delle rotte a Taranto.
Con estrema cortesia, la CEE, oggi, ci ha inviato gli allegati. Concentreremo la nostra attenzione sull'allegato 11: 
"ULTERIORI DELICIDAZIONI RICHIESTE CON NOTA PROT. 5883 DEL 7 GIUGNO 2012"
avete letto bene "DELICIDAZIONI", si è un errore, ma non certamente il più grave.
Nel documento si legge che: "AdP - Aeroporti Puglia S.p.A. è stata costituita nel 1984 (?????), al fine di gestire le aerostazioni passeggeri e merci ed i servizi aeroportuali di assistenza a terra e commerciali, negli aeroporti della Puglia, dai seguenti soci fondatori:
       Ente Regionale Pugliese Trasporti
       Amministrazioni Provinciali di Foggia e di Brindisi
       Camera di Commercio di Lecce
come si vede, sono stati da sempre lungimiranti (Taranto come sempre è assente, o se c'è, è del tutto ininfluente).
AdP si vanta di avere: "...caratteristica, che è unica in ambito italiano per i sistemi aeroportuali regionali, apre l'opportunità di sviluppare una pianificazione integrata dello sviluppo dei quattro scali, in ragione di specificità funzionali che possono venire attribuite in un'ottica di ottimizzazione
complessiva del sistema.
In pratica sono loro che decidono il bene o il male di un aeroporto (pratica secondo noi vietata e l'ENAC dovrebbe intervenire, proprio per non penalizzare nessuno scalo, permettendo una leale competizione).
Questo secondo AdP la specializzazione di ciascun aeroporto:

per Taranto ci sono le rotte per Milano e Roma e All-cargo
Per Taranto (pur essendo, per loro, All-cargo, sono previste le linee per Roma e Milano e le manutenzioni - leggi: Aerotecsys).
Taranto è cargo TCT
Il cargo di Taranto dovrebbe essere, prevalentemente, in relazione con TCT (Taranto Container Terminal), il che equivale a dire che non c'è nulla!
sinergia porto-aeroporto 
Tanti bei disegnini e poi, nei fatti: nulla! Ed è così che va avanti, almeno dal 2007, con continui rimandi e continue prese in giro. Con amministratori e politici locali compiacenti o incapaci.
ottimo esempio di presa in giro
Dire: "...il probabile trasferimento di quote del traffico aereo merci che oggi è movimentato a Bari e Brindisi sullo scalo tarantino, in quanto dotato di specifiche e più idonee attrezzature". Significa affermare che il cargo viene fatto a Bari e Brindisi: ed è vero! Mentre non è vero che Taranto è dotato di attrezzature idonee (non c'è neanche un muletto).
Altro mito da sfatare è quello di un aeroporto, quello di Taranto, che è: civile. Quello di Brindisi è militare (lo vediamo nella prossima immagine).
Taranto è "civile", Brindisi è "militare"
Queste informazioni ci vengono fornite da AdP, non sono nostre dichiarazioni (le 2 piste di volo hanno quelle dimensione - è sbagliato quanto riporta Wikipedia: 3.330 mt.). 

Sempre dal documento di AdP (Il libro delle favole), fatto pervenire alla CEE, leggiamo:
"L'aeroporto di Taranto-Grottaglie, nell'ambito della pianificazione nazionale e di concessione aziendale, si vede attribuita una funzione prevalente di polo del traffico aereo di merci con aeromobili dedicati esclusivamente a questo traffico (freighters).
L'evoluzione del traffico passeggeri e merci dal 2007 al 2011 è stato il seguente:

APT GROTTAGLIE
2007
2008
2009
2010
2011
passeggeri
3.416
3.040
528
508
731
Merce (kg)
292.156
378.286
1.108.697
1.742.270
1.832.495
Per quanto riguarda l'air freight, la Puglia oggi dispone di uno scalo adeguatamente attrezzato. L'area di Taranto sta sviluppando una propria vocazione per le attività nella logistica e nel trasporto merci, essenzialmente in relazione alla presenza del Taranto Container Terminal (TCT) e di uno dei maggiori operatori mondiali del settore, Evergreen.
Il porto tarantino ha assunto in primo luogo un ruolo di transhipment dei container tra navi madri transoceaniche e navi feeder; l'ulteriore espansione dei traffici del TCT comporterà con ogni probabilità anche lo sviluppo di insediamenti industriali per la trasformazione e la semi-trasformazione dei beni che giungono in container per via marittima. Questi insediamenti potranno generare anche dei flussi di traffico aereo, che seppure ridotti in termini assoluti rispetto a quanto movimentato dal porto saranno assolutamente significativi se riferiti al trasporto aereo.
Gli operatori del settore hanno valutato la potenzialità di air freight così generato pari a 10-15 t al giorno quando il TCT opererà a regime. La disponibilità di uno scalo aereo non occupato da altri tipi di traffico a Grottaglie, cioè a pochi km da Taranto, costituisce allora un'opportunità per captare questa potenzialità, naturalmente adeguando le infrastrutture dell'aeroporto alle caratteristiche del traffico aereo di merci.
Lo sviluppo a Grottaglie di un'offerta di trasporto aereo dedicata specificamente alle merci potrà attrarre anche traffici dalle province di Bari e Brindisi, visti i già citati buoni collegamenti stradali.
Va rilevato che, a differenza del traffico aereo passeggeri che per sua natura è equilibrato, il traffico aereo di merci corre talora il rischio di configurarsi come un flusso mono-direzionale, con conseguente necessità di un gran numero di movimenti a vuoto.
Questa condizione non favorevole potrebbe verificarsi anche per Taranto qualora gli unici traffici fossero quelli di spedizione dei beni ottenuti dalla trasformazione delle merci giunte via mare. L'attrazione di traffici che ora gravitano su altri scali può dunque essere utile anche al fine di evitare questa situazione.
Si dovranno poi anche realizzare degli interventi volti a generare anche dei flussi di merci incomìng (ad esempio l'assemblaggio di parti meccaniche giunte parzialmente per via aerea, a comporre macchinari che poi vengano inviati alla destinazione finale per via marittima),
Per quanto riguarda il traffico merci, il bacino degli aeroporti pugliesi è stato stimato considerando le isocrone di tutti e quattro gli aeroporti della regione (in quanto è previsto che tutti offrano trasporto di merci in stiva e/o in aerei all-cargo), e calcolando quindi le unità locali che si trovano nei relativi bacini (cioè le unità locali per le quali gli scali pugliesi risultano più convenienti rispetto agli altri aeroporti). In totale gli addetti di tali unità locali sono 516.000 circa, e riguardano le stesse aree del bacino per il traffico passeggeri più l'estremità nord della provincia di Cosenza e una parte ulteriore della provincia di Potenza.
Previsione dell'evoluzione del traffico cargo
Per quanto riguarda il traffico merci, i livelli estremamente modesti, osservati in passato negli aeroporti pugliesi, rendono probabilmente poco attendibile una previsione basata esclusivamente sui trend storici. La realizzazione di infrastrutture dedicate a questo tipo di trasporto, in particolare a Taranto ed a Bari, dovrebbe permettere di soddisfare una quota più significativa della domanda potenziale, costituita prevalentemente dai flussi di import - export e extra-regionali a lunga distanza di merci che richiedono tempi di trasporto ridotti (si tratta dunque di beni economicamente o fisicamente deperibili, quali prodotti di alto valore, pacchi espressi, pezzi destinati ad alimentare catene di produzione just-in-time, forniture mediche, alcuni prodotti alimentari, fiori recisi, ecc.).
Al fine di avere una prima valutazione della domanda potenziale di traffico aereo merci, è stata stimata la quota dei flussi di import ed export delle aree comprese nel bacino di traffico che potrebbe essere trasportata per via aerea. Tale stima è stata effettuata moltiplicando per ciascuna categoria di beni, il tonnellaggio di tali flussi, disaggregati secondo i 10 gruppi della classificazione NST-R, per il relativo coefficiente di air penetration, cioè la quota modale percentuale trasportata per via aerea, che è stata osservato per l'import e per l'export italiani dei beni della categoria considerata. Sono stati considerati i coefficienti di air penetration a livello italiano in quanto rappresentativi della potenzialità teorica di trasporto aereo.
I flussi di import ed export pugliesi sono stati stimati sulla base dei dati ISTAT, dei tassi annui medi di crescita per le importazioni ed esportazioni del Mezzogiorno, e di una estrapolazione lineare di tali tassi per il periodo 2006-2017.
I coefficienti di air penetration sono considerati costanti su tutto il periodo di previsione (dati Conto
Nazionale Trasporti).
Il valore della domanda potenziale così calcolata rappresenta comunque un limite inferiore rispetto alla domanda potenziale aerea effettiva, in quanto sono stati considerati solo i flussi di import-export (tali flussi sono comunque della componente principale dei movimenti di merci per via aerea).
Fino ad oggi, il traffico effettivo di merci degli aeroporti pugliesi è stato pari al 10% della domanda potenziale stimata, a conferma della scarsa incidenza che i collegamenti aerei hanno attualmente per il trasporto dei beni importati od esportati dalle imprese pugliesi.
Tenendo conto delle stime attualmente esistenti per l'evoluzione futura del traffico cargo (Airbus, Boeing, MergeGlobal2), la quota di domanda soddisfatta è stata stimata in progressivo aumento, fino al 24% nel 2017. Si tratta, evidentemente, di una stima prudente che tiene conto della bassa propensione ad usare la modalità aerea da parte del sistema economico pugliese, secondo quanto osservata fino ad oggi.
L'evoluzione futura dei traffici finora stimata ha attinenza con lo sviluppo dei movimenti aerei dei flussi di merci generati dal sistema economico pugliese.
La realizzazione del Taranto Container Terminal (TCT) e l'espansione di attività logistiche ad esso collegate apre ulteriori prospettive al traffico aereo pugliese, nel caso in cui si concretizzi la realizzazione di quegli interventi, quali il Distripark, volti a sfruttare il traffico di container non solo in una logica di transhipment marittimo, ma anche di "apertura" dei container stessi e di trasformazione o semi-trasformazione del loro contenuto.
Lo sviluppo di un tessuto logistico - produttivo di questo tipo può generare anche dei traffici aerei per il trasporto dei prodotti delle suddette attività di trasformazione. Operatori del settore hanno stimato che i flussi per via aerea così generati potrebbero ammontare a 3.600 - 5.500 tonnellate l'anno, una volta che l'operatività del porto container sia giunta a regime.
Va da sé che, al fine di permettere almeno una parziale riempimento anche degli aeromobili in arrivo a Taranto, andranno anche sviluppate delle attività che sfruttino la catena logistica mare-aria in senso inverso, quali ad esempio il montaggio di apparecchiature industriale comprendenti della componentistica trasportata per via aerea.
Lo sviluppo previsto è assai consistente rispetto alla situazione attuale; va tuttavia ribadito che la concretizzazione di queste previsioni dipende dalla piena e puntuale attuazione degli interventi previsti: infrastrutture aeroportuali dedicate, miglioramento dell'accessibilità degli scali, sviluppo del polo logistico di Taranto, con particolare riguardo alle iniziative industriali che possono generare prodotti ad alto coefficiente di air penetration. 


Una lunga pappardella piena di contraddizioni. Si afferma che a Taranto si svolge il traffico cargo e poi si fa riferimento alla realizzazione di infrastrutture e collegamenti viari. Si vaneggia di TCT ed Evergreen, di Distripark ( e Minervini una settimana fa, ha scippato € 35 milioni). Insomma "fumus" e, siccome parliamo di libro delle favole, in questi scritti aleggia forte la figura di pinocchio. C'è però una cosa vera: i tarantini da anni stanno saggiando la "air-penetration", forse c'è poca air ma tanta tanta penetration. 


giovedì 15 novembre 2012

RYANAIR VA DOVE CI SONO I SOLDI


Ryanair non fa beneficenza (come è giusto che sia), va dove ci sono i soldi. Tutto questo Gianni Florido lo sa benissimo ed allora scrive una lettera a Ryanair, che risponde dettando delle regole, cercando di non ...offendere Aeroporti di Puglia.

la corrispondenza mail fra Ryanair e Provincia di Taranto
Ora pare che Ryanair stia tagliando i voli dalla Puglia, nonostante abbia incassato € 35 milioni dal 2009 fino ad oggi. Particolare che ha fatto arrabbiare AirItaly che anch'essa, pare abbia tagliato alcuni voli.
Ma i milioni elargiti alle compagnie aeree da AdP sono molti di più, bisogna sommare quelli dati a MyAir (circa 18 pare). Ma a questo ci penserà la Magistratura, infatti, la Procura di Vicenza sta indagando sul crack e, per ciò che ci interessa: a soldi pubblici indebitamente presi da AdP senza averne titolo.
Le carte (false) che sono state presentate alla Regione Puglia per poter ricevere i finanziamenti, sono state curate da RIA & PARTNERS, e guarda caso la stessa RIA & PARTNERS è la stessa società che certifica i bilanci di Aeroporti di Puglia.
Società di revisione e certificazione Ria&Partners

Questo è l'articolo di Francesco De Martino
...Soddu e compagni, dunque, presentavano carte false a Di Paola e Franchini che le pigliavano per buone anche quando “lo stato di crisi (della Myair, n.d.r.) era ormai irreversibile”. Dallo stesso documento del pm Peraro apprendiamo che Gallassi Fabio e Pizzoccaro Giancarlo, partner della società di revisione Ria & Partners delegati al fallimento e al controllo contabile delle società in questione, sono indagati per 15 capi d’accusa, dal falso in bilancio al ricorso abusivo al credito, all’irregolare tenuta contabile con varie aggravanti. Gli uomini di Ria & Partners, dunque, avrebbero posto l’avallo alle carte “false” che Soddu presentava al duo Franchini/DiPaola, che a loro volta affidavano revisione e controllo sempre alla stessa Ria & Partners, a Bari rappresentata da Giovanni Palasciano. Un meccanismo ben oliato dove controllori e controllati sembrano convergere nella medesima struttura esterna di verifica e controllo finito al vaglio degli inquirenti veneti con una verifica che, almeno per adesso, non sembra proprio aver intaccato gli equilibri della potente società di controllo in Puglia.

martedì 13 novembre 2012

AEROTECSYS È GIÀ NAUFRAGATA

dal TarantoSera del 13/11/12

L'esca gettata da Minervini nel gennaio scorso per ripagare i tarantini del danno (€1 milione e voli Ryanair da Taranto) avallato dai consiglieri di maggioranza alla regione, sta ancora dando i suoi frutti.
Lo scorso 29 dicembre 2011, durante il bilancio consuntivo in regione, Minervini trovò questo escamotage e in tanti decisero d’abboccare. Abboccarono i cons. regionali, la provincia (grande impegno di Costanzo Carrieri), i sindaci di Monteiasi e Grottaglie, un po’ meno Carosino (al quale non è mai importato della questione aeroporto).
Si sono fatte riunioni, tavoli con tanto di lavagna luminosa per spiegare l’enorme importanza di un progetto, Aerotecsys (in origine era Aviosystem), partito con il proposito di assumere 150 lavoratori per poi arrivare a 300 (abbondantis abbondandum – diceva Totò), tra qualche tempo arriveremo a 500.
Da alcune nostre ricerche senza interpellare James Bond, abbiamo riscontrato che la società Aerotecsys, fa parte di una serie di società, che non ha mai operato in un settore così specializzato ed i proprietari hanno avuto qualche problemino.
Ma i posti di lavoro, sono il propellente per tutte le elezioni e, allora, conviene crederci, non costa nulla!
dal Corriere del Giorno
Sempre oggi il segr. Reg. UIL Aldo Pugliese, se la prendeva con Vendola e Minervini, ma non bisogna prendersela con chi gli permettevi fare i propri comodi a danno della comunità ionica? Ma noi tarantini siamo fatti così, non sappiamo richiedere il rispetto che ci è dovuto (basti vedere la faccenda accorpamento; ora supplichiamo per non essere fagocitati!!!!!! Leggete l’art. sul TarantoSera dell’ex ministro Claudio Signorile).
dal TarantoSera
Da registrare sempre oggi, ennesimo tavolo in ASCOM (mesi fa in CCIAA, tutti, dico tutti, erano d’accordo per la riattivazione dell’aeroporto), nuovo incontro per un ecoturismo a Taranto; i turisti per non inquinare e in mancanza di scalo a Taranto, saranno paracadutati.
dal TarantOggi

sabato 10 novembre 2012

SI VOLA DA TARANTO!

il 3 dicembre parte il volo da Taranto
Non è clamoroso, ma è già un inizio. Il 30 dicembre parte un volo da Taranto (dall'aeroporto in Grottaglie) per fare tappa a Berlino in occasione del capodanno nella città tedesca.
Il volo comprensivo di 3 notti il albergo, ha un prezzo vantaggioso. Da tenere in considerazione, il parcheggio gratuito e ampio.
Il volo è disponibile presso tutte le migliori agenzie, organizzato dal tour operator "Agestour-Solaris".
Per informazioni contattateci o rivolgetevi ai seguenti numeri:

080 592 85 55 - 080 592 84 44

venerdì 2 novembre 2012

NESSUNO VUOLE ...VENIRE A TARANTO

la lettera di risposta alla CE di AdP

Analizziamo la risposta di Aeroporti di Puglia alla Commissione di Garanzia Europea per giustificare i € 5 milioni destinati a Taranto, che a quanto pare non sono stati mai nella disponibilità di Aeroporti di Puglia.
Gli aiuti di Stato del 2007 imponevano alcuni vincoli, vediamo di analizzarli:
·         i collegamenti erano destinati agli aeroporti di Bari, Brindisi, Taranto e Foggia, per incrementare la mobilità dei pugliesi ed anche per ingenerare del turismo;
     Al punto 2.2.4, leggiamo che c’è un “particolare riguardo” per l'aeroporto di Brindisi;
    Al punto 1.3.5, vengono specificati il volume di traffico passeggeri hanno, ebbene, risulta che Taranto ha avuto 7600 passeggeri, rispetto alle 550 unità di Foggia;
Alla luce di questi dati, in considerazione della situazione logistica, degli spazi e della pista, tutti a favore di Taranto, ebbene, nessuna compagnia ha preferito Taranto, ma invece hanno scelto Foggia.
Qui magari, chiedo il conforto di qualcuno che lavora nel marketing, e mi chiedo, una società che deve intascare dei soldi (5 milioni), analizza i dati? Si rifà a studi del settore? È proprio di quegli anni e lo studio di Nomisma


che stima per Taranto circa 3 milioni di passeggeri ed ignora del tutto Foggia. Ma anche guardando la cartina, 

ci si rende conto del bacino d'utenza che a Taranto nei confronti degli altri aeroporti.
Per Aeroporti di Puglia Taranto è improduttiva, mentre a Foggia dal 2008 al 2011 sono stati spesi circa € 18 milioni.


Stando invece a quello che scrive Aeroporti di Puglia, nessuna compagnia ha tenuto conto di questi dati e, guarda caso, Aeroporti di Puglia aveva già pronto il piano B: a Taranto, cargo e logistica.

Ma non è tutto, il direttore generale Marco Franchini, scrive che dal 2008 nessun'altra compagnia si è fatta avanti, anche perché tutte le volte che c'è stata anche la possibilità di arrivi e decolli, si sono affrettati a dire che: "l'aeroporto è indecoroso".

Franchini viene anche smentito dalle notizie che sono apparse sui giornali (compagnie interessate a Taranto), confermate anche da Di Paola che non perde mai tempo per denigrare Taranto.

Senza andare troppo lontano; nel aprile 2011, la compagnia ha AirItaly, chiese di poter effettuare le rotte per Roma e Milano, chiedendo direttamente al presidente Gianni Florido, il quale diede ampio risalto alla cosa ed organizzò un Consiglio provinciale monotematico sull’aeroporto.
Di Paola si affrettò a dire che due soli voli non bastavano a tenere aperto un aeroporto, 

e dopo poco tempo, AirItaly inizio da Bari la rotta con Milano Linate. Come vogliamo chiamare questa tempistica?
·         Nel punto 4.3, leggiamo: "gli aiuti riguardano esclusivamente l'attivazione di nuove rotte, gli aiuti non devono incoraggiare lo spostamento del traffico, non devono comportare uno sviamento ingiustificato da un aeroporto all'altro, ma deve essere l'avviamento per incoraggiare una compagnia aerea ad attivare una nuova rotta".

La norma sembra abbastanza chiara: in pratica, si dice che non ci possono essere doppioni di rotte e neanche spostare i soldi su rotte che non figurano nel bando.

Tutto questo e quello che chiederemo alla commissione europea, e che trasmetteremo anche alla magistratura, perché fughi tutti i dubbi.

ps. non ho nulla contro gli amici Foggiani, ho solo letto ed interpretato dei dati.


martedì 30 ottobre 2012

DI PAOLA DERIDE TARANTO

Domenico Di Paola

Di Paola non perde occasione per parlare ...bene di Taranto!

L'AEROPORTO SARÀ RIAPERTO AL TRAFFICO CIVILE

Corriere del Giorno del 15-11-1974

Un cimelio ricevuto dall'amico Peppe CarucciÈ un articolo del 1974, che fa capire e rabbrividire, perché, i problemi di allora sono ancora attualissimi, anzi si sono acuiti. Unica differenza, è nel peso politico che Taranto aveva allora, infatti, un signore come Paolo Sala ora non c’è più, con tutto il rispetto dovuto al presidente Sportelli.
Leggendo tutto l’articolo, non potrà che montarvi la rabbia. Buona lettura.





Corriere del giorno, 15 novembre 1974

L'appalto dei lavori fissato per il 20 febbraio

L'aeroporto sarà riaperto al traffico civile

Prevista anche la costruzione di una nuova aerostazione - dichiarazioni al "Corriere" di Sala

Il problema della riapertura al traffico civile dell'aeroporto di Grottaglie continua a formare oggetto di attenzione e di interessamento da parte della Camera di Commercio, la quale - viene rilevato in un comunicato - "non ha mancato di compiere tutti quegli atti che rientrano nelle sue possibilità affinché esso possa raggiungere, nel tempo più breve, la soluzione auspicata dall'utenza tarantina, cioè la riapertura al traffico dei viaggiatori e delle merci con adeguate sistemazioni logistiche ed infrastrutture per le operazioni di volo".
"Di persona e con l'ausilio di tecnici specializzati nel settore, il presidente della Camera di Commercio, comm. Paolo Sala, ha ripetutamente trattato la questione nelle competenti sedi ministeriali della capitale. Oggi il problema può dirsi ormai avviato a soluzione concreta entro breve termine".
Il ministero dei Trasporti e dell'Aviazione civile ha, infatti, comunicato a Sala che sono già stati predisposti i necessari elaborati tecnico-amministrativi per il prossimo appalto dei lavori e che sono già stati diramati i bandi di appalto-concorso ai Consorzi e alle singole imprese che hanno superato la fase di riqualificazione per partecipare a detto appalto la cui scadenza è fissata per il 20 febbraio 1975.
Si deve ricordare che, al fine di facilitare la soluzione del problema, la Camera di Commercio, nello scorso mese di marzo, presentò alla Direzione generale dell'Aviazione civile, uno studio elaborato dalla società Teknital di Roma, specializzata in materia, studio che teneva conto dello stanziamento di 2 miliardi e 750 milioni disposto per l'erario porto con la legge del 22/12/1973 numero 825.
Esso prevede sei diverse soluzioni che sono state sottoposte all'esame dello Stato Maggiore dell'Aeronautica militare, dato che la riporto di Grottaglie è, appunto, un aeroporto militare destinato al traffico civile.
Di dette soluzioni, quella prescelta, dopo ampia illustrazione, da parte della commissione della Camera di Commercio, prevede la costruzione di una nuova aerostazione passeggeri a nord-est della testata n. 35, l'allungamento della pista sino a 2.000 m, il relativo anello di rullaggio e l'arretramento dell'attuale strada provinciale Grottaglie-Monteiasi, in modo da consentire l'accesso alla zona dei servizi civili, senza attraversare quella militare.
Tenuto conto che già esiste lo stanziamento dei fondi necessari, i lavori potranno essere iniziati subito dopo l'espletamento dell'appalto concorso e potranno essere effettuati nei tempi strettamente necessari.
Il presidente della Camera di Commercio, da noi avvicinato, ha espresso il compiacimento dell'ente camerale per la definitiva soluzione del problema, che si trascina da anni. Si è, comunque, riservato di interessare gli organi competenti perché i tempi tecnici vengano notevolmente abbreviati e ciò allo scopo di evitare ulteriori disagi alla città, i cui collegamenti con il centro e Nord-Italia, come noto, lasciano alquanto a desiderare.
La Camera di Commercio - ha detto Sala - ha fatto quanto era nelle sue possibilità, dopo la visita del sottosegretario ai Trasporti on. Masciadri, per accorciare detti tempi. Ha affidato, infatti, lo studio e la progettazione di massima alla società Teknital, che ha offerto all'esame dello Stato Maggiore dell'Aeronautica militare e dello stesso ministero un ventaglio di alternative. Un mese dopo, i progetti erano sui tavoli di detti organismi e ci consta che essi abbiano dato la preferenza lo stesso progetto che l'ente camerale aveva ritenuto più idoneo sia per l'utenza civile sia per quella militare. Da quella data sono, purtroppo, passati circa 10 mesi e soltanto nei giorni scorsi, ne abbiamo avuto la conferma ufficiale. Si tratta ora di trovare nello spirito della legge, la possibilità di recuperare parte del tempo perduto e, in tal senso, la Camera di Commercio si adopererà per restituire alla città, nel più breve tempo, l'agibilità dell'aeroporto ai voli civili.