martedì 3 aprile 2012

C’È CHI DICE NO!

dal Corriere del Mezzogiorno del 04/04/2012

Visto che la politica (quella con la "p" minuscola) tarantina non è in grado di far rispettare il "Diritto alla mobilità" del popolo tarantino, sancito dalla Costituzione, ecco, ancora una volta il ricorso alla Magistratura che dovrà fare luce su una delle tante pagine oscure della storia di Taranto.
La Digos coordinata dal  vicequestore aggiunto Maurizio Scialpi su disposizione del sostituto procuratore Maurizio Carbone, ha sequestrato una certa quantità di documenti.
La denuncia era partita il 02/01/2012 dall'avv. Luigi Albisinni (candidato a sindaco col movimento "Taranto c'è").
È la prima promessa mantenuta del corposo programma elettorale; è stato uno dei motivi che ci ha spinto a candidarci per il movimento Taranto c’è.

Articolo:

TARANTO — Oltre cento milioni di euro destinati all'aeroporto di Grottaglie potrebbero essere stati utilizzati diversamente da Aeroporti di Puglia. È questa la complicata vicenda sulla quale la procura della Repubblica di Taranto sta cercando di fare chiarezza.
Sotto la lente d'ingrandimento sono finiti i fondi europei che la società che gestisce gli scali pugliesi avrebbe dovuto utilizzare per lo sviluppo dell'aeroporto «Arlotta» nella città delle ceramiche.
Su disposizione del sostituto procuratore Maurizio Carbone, infatti, nei giorni scorsi gli agenti della Digos di Taranto, agli ordini vicequestore aggiunto Maurizio Scialpi, hanno raggiunto gli uffici baresi della società guidata da Domenico Di Paola, e acquisito documenti in merito alla vicenda. In particolare l'indagine, che al momento non ha ipotesi di reato e nessun iscritto nel registro degli indagati punta a capire quale sia stato il reale utilizzo dei 98 milioni di euro stanziati per l'adeguamento delle infrastrutture di volo, come sono stati spesi gli oltre 8 milioni di curo destinati originariamente per la riqualificazione dello scalo e infine quali spese Aeroporti di Puglia ha sostenuto con i cosiddetti «Aiuti di Stato 55/2007»; 5 milioni di euro stanziati per la promozione dei voli che lo scalo grottagliese avrebbe dovuto ospitare. Fondi che nell'infrastruttura tarantina, insomma non sarebbero mai arrivati.
La vicenda è partita da un esposto presentato, durante i primi giorni del 2012 dall'avvocato tarantino Antonio Raffo per conto del Movimento «Taranto c'è».
«Lo sviluppo economico del nostro territorio - si legge nel documento presentato dal movimento fondato da Luigi Albisinni - passi prima di tutto attraverso il potenziamento delle infrastrutture e, tra queste, l'aeroporto di Grottaglie rappresenta probabilmente quella più strategicamente rilevante e con le maggiori potenzialità con 3.250 metri di pista (la terza più lunga in Italia dopo Malpensa e Fiumicino) e una collocazione a pochi chilometri dal capoluogo. Nel 2003 fu sottoscritta una convenzione che attribuiva la gestione della struttura all'altera Seap, oggi Aeroporti di Puglia, società detenuta per oltre il 99% dalla Regione Puglia. La convenzione, inizialmente di durata triennale» fu prorogata per ben 40 anni, in spregio alle norme vigenti in materia, tanto da indurre l'autorità garante per la sicurezza a giudicarla illegittima. Nonostante questo, nulla si è fatto per superare l'ostacolo e si è assistito nel tempo ad una serie di promesse disattese».
Milioni di euro che, insomma, avrebbero potuto far «decollare» l'Adotta di Grottaglie, che invece resta ancora sospeso nel limbo tra destinazione cargo e civile.
dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 04/04/2012

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