mercoledì 29 agosto 2012

VENDOLA & MINERVINI

da TarantOggi di Rocco TANCREDI
Se Vendola e Minervini  sono il gatto e la volpe, i Pinocchio chi sono?
Se i signori "ciurlano nel manico" chi si fa prendere per fesso? O meglio chi finge di esser preso per fesso ed intanto ne trae vantaggio?
E' sempre la solita storia che ben conosciamo a Taranto, piena di venduti e di corrotti ed anche di incompetenti.
Dunque, la storia delle navette era un fallimento già in partenza (tante volte annunciato su questo blog), avevo anche avvisato i vertici del CTP, ma come extrema ratio, pur di non portare voli di linea a Taranto, è stato deciso di spendere soldi pubblici. Il merito di questo fallimento annunciato è tutto di Gianni Florido, è lui che lo ha cercato, è lui che ha fatto harakiri.
Altri hanno sponsorizzato il servizio: Alfredo Cervellera, Donato Pentassuglia e Rocco Tancredi, altri hanno deciso di defilarsi per fare una brutta figura.

Ecco l'ennesima presa in giro per Taranto: la "Giostra Logistica", anche questa già ampiamente annunciata.

sabato 25 agosto 2012

RYANAIR MOLLA TUTTO?


Dopo le ultime notizie sull’allargamento dell’inchiesta svolta dalla Commissione Ue, grande apprensione in aeroporto
 Sono davvero «aiuti di Stato» quei soldi che la Regione, attraverso la Sogeaal, di sua proprietà, ha dato a Ryanair in forma di contributi co-marketing? Una domanda da almeno 42,5 milioni di euro (tanto sarebbe complessivamente il denaro versato tra il 2000 e il 2010). Alla quale molto presto dovranno dare risposta gli ispettori della Commissione europea, che a partire dal 27 giugno scorso ha allargato l’ambito di un’altra indagine avviata cinque anni fa sempre sui presunti sostegni irregolari concessi alla compagnia aerea irlandese dalla società che gestisce l’aeroporto di Alghero. La questione, dunque, non è proprio nuovissima. Ma ora a riportarla prepotentemente alla ribalta è un’inchiesta contenuta sull’ultimo numero del settimanale Panorama, in edicola da oggi, nella quale si racconta che aria tira nei cieli italiani. Ed è, manco a dirlo, aria di crisi profonda.
La colpa? Stando ai concorrenti della più importante compagnia low cost al mondo - gli stessi che ripetutamente fanno appello all’Unione europea - sarebbe da ricercarsi nelle norme poco chiare che regolano il mercato nazionale dei voli, ma anche (per non dire: soprattutto) nelle sproporzionate agevolazioni che l’azienda fondata nel 1985 dall'uomo d'affari Tony Ryan riesce a ottenere rispetto ai suoi competitor.
I vettori italiani accusano Ryanair di concorrenza sleale. E vanno a lamentarsi a Bruxelles.
Ma come si comporterebbe Ryanair se le venissero improvvisamente a mancare i sostegni da Sogeaal? Proprio come aveva fatto nel corso di una sua recente visita nello scalo di Fertilia, Michael Cawley, numero due della compagnia irlandese, risponde che «se continueranno a infierire saremo costretti a ridurre drasticamente la nostra presenza ad Alghero». Parole sufficienti a generare il panico nella Riviera del corallo.
Andrea Massidda (la nuova Sardegna)

CONTINUITÀ TERRITORIALE 


Il piano aeroporti del governo condanna gli scali minori e indica la fine di Oristano e Tortolì. Il progetto è firmato dal ministro Passera ma, in realtà, viene da lontano e ha la benedizione dell’Enac: la crisi delle grandi compagnie ha generato la necessità di limitare le licenze aeroportuali. Aumenta il numero dei passeggeri, al contrario di quanto accade nel trasporto marittimo, ma a crescere sono i low cost e non le società storiche, tutte alle prese con grandi ristrutturazioni. Un andamento che fa diminuire la convenienze per le società di gestione; da qui il piano di razionalizzazione che porterà a dimezzare il numero degli aeroporti italiani. A livello locale montano le proteste ma l’assessore regionale ai Trasporti, Cristian Solinas, sceglie la strada della prudenza: «Dobbiamo prendere atto che i tempi ci impongono una sobrietà diversa», afferma Solinas, «la Sardegna deve ragionare in coerenza con le linee comunitarie che prevedono l’esistenza di aeroporti principali e solo scali secondari che abbiano una precisa specializzazione».
Nell’isola gli aeroporti strategici sono quelli di Cagliari, Olbia e Alghero che, come si vede dalla tabella pubblicata in alto, nel 2011, hanno trasportato più di sette milioni di passeggeri. Il sistema aeroportuale è completato da altri due scali con storie molto complesse: Tortolì è uno scalo importante perché collega l’Ogliastra ma è legato alla stagionalità del turismo. Più contrastata la nascita di Fenosu che, da molti anni, con traffico zero, ha diversi dipendenti. In realtà avrebbe potuto caratterizzarsi come uno scalo merci o di servizi ma l’occasione sembra svilita. «L’ossatura principale del sistema resta quella basata sui tre aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero», afferma Solinas, «non si può pensare di avere duplicati su quegli aeroporti». Come dire che i l piano regionale dei trasporti che la giunta sta elaborando rafforzerà l’esistente. L’Enac punta su Cagliari come aeroporto strategico, destinato a raddoppiare i passeggeri, secondo le previsioni, nei prossimi vent’anni. Olbia dovrebbe diventare lo scalo turistico per eccellenza e Alghero il paradiso dei low cost.
Per il deputato Mauro Pili, che ha presentato un’interrogazione alla Camera, quegli aeroporti non devono essere chiusi: «Sono due infrastrutture strategiche per lo sviluppo di due aree. Servivano investimenti minimi per rendere fruibili a quella straordinaria opportunità che sono i low cost». Il piano del governo ricalca il modello di trasporto europeo secondo il quale non possono esserci scali a una distanza inferiore ai cento chilometri o all’ora di tempo di percorrenza. «E’ da diversi mesi che sollecito interventi da parte della Regione», afferma Mauro Pili, «sia per gli investimenti infrastrutturali di adeguamento dei due aeroporti sia per quanto riguarda lo stanziamento pro quota dei fondi per il contributo coomarketing da affidare alle due società di gestione. Con un milione di euro si sarebbero trasportati centomila passeggeri».
L’unione europea invita ad assecondare il libero mercato e a regolamentare solo laddove i flussi di trasporto fossero minimi. Al di là della razionalizzazione degli aeroporti e delle ottimistiche previsioni dell’Enac resta il problema della continuità territoriale: il libero mercato è molto lontano perché la partita è giocata da due soli players: Alitalia e Meridiana. Ci sono tratte, come Cagliari-Roma, considerate da sempre “una gallina dalle uova d’oro” che potrebbero essere liberalizzate completamente. Il piano regionale dei trasporti dovrà affrontare tutti questi aspetti, nella consapevolezza che sul trasporto aereo si giocherà buona parte della partita dello sviluppo dell’isola. «L’Ue deve riconoscere il diritto alla mobilità dei sardi», afferma Pili, «consentendo l’applicazione dell’onere di servizio pubblico e una tariffa unica per l’isola».
di Alfredo Franchini (la nuova Sardegna)

mercoledì 22 agosto 2012

ANCORA UN PIANO AEROPORTI

la Repubblica del 22/08/2012
Oggi su la Repubblica è apparso il seguente articolo:

Scali dimezzati, più infrastrutture

ecco il piano-aeroporti di Passera
Il ministro ha elaborato il progetto con l'Enac e tre società di consulenza, tra cui la Kpmg. Resteranno operativi meno di 40 "poli". Il documento potrebbe anche arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri di venerdì
 di LUCIO CILLIS
Meno aeroporti, serviti da infrastrutture nuove o rafforzate. Degli oltre 60 oggi in attività ne resteranno poco più della metà, gran parte degli scali minori saranno dismessi o nel migliore dei casi passeranno sotto la tutela degli enti locali (se riusciranno a pagarne le spese). Il piano degli aeroporti italiani è da oggi sulla scrivania del ministro dello Sviluppo Corrado Passera e se ne potrebbe parlare anche al Consiglio dei ministri di venerdì. I "compiti" a casa per l'estate chiesti da Monti prima delle vacanze Passera potrà dunque dire di averli fatti, almeno guardando al testo del piano approntato insieme all'Enac sulla base delle ricerche effettuate da OneWorks, Kpmg e Nomisma. "Con questo schema definitivo gli investitori avranno la certezza di poter decidere su cosa e quanto investire nel settore - spiega Vito Riggio, presidente dell'Enac - mentre il Paese avrà modo di pensare a quali infrastrutture dovranno servire gli scali più importanti. Tutti gli altri aeroporti - aggiunge - passeranno agli enti locali che decideranno se vorranno impiegare soldi pubblici per tenerli in vita". Il messaggio è chiaro: resteranno solo una quarantina di scali operativi (ma si punta a scendere a 33), con strutture adeguate e nessun intervento dello Stato. Quelli minori, in tempi di crisi, per restare aperti dovranno sperare nell'intervento di Regioni o Comuni che dovranno decidere però se investire in strutture vetuste, con pochi passeggeri, o su asili nido e strade da asfaltare.
Puglia e Calabria
A Bari soltanto aerei di linea
Brindisi punta su Ryanair
Molte novità al Sud per Puglia e Calabria. Gli aeroporti di Bari, Brindisi, Taranto e Foggia costituiranno il "polo dell'area Meridionale adriatica", con il capoluogo regionale a fare la parte del leone (Bari, infatti, è considerato dal piano uno "scalo strategico"). L'aeroporto di Brindisi sarà dedicato prevalentemente al traffico low cost che arriva dall'Europa. Taranto, invece, fungerà da scalo di servizio cargo mentre quello di Foggia sarà limitato al traffico turistico locale. In Calabria Lametia Terme rappresenta l'aerostazione strategica con voli internazionali a basso costo e il cargo. Sono considerati di "interesse locale", invece, Crotone e Reggio Calabria.  
Questo il piano:
Puntuale come i servizi sul caldo o i saldi estivi, arriva l'ennesimo piano aeroporti come al solito redatto da OneWorks, Kpmg e Nomisma. Gli stessi che hanno elaborato il precedente piano. Le società in questione si muovono, non in ragione dell'effettivo bisogno dei cittadini e dei territori, ma sulla base di precise indicazioni dei "datori di lavoro". Altrimenti non si spiegherebbe la storia di scalo cargo, quando a Taranto di cargo dal 2003 non si è mai visto neanche l'ombra. È solo una bufala che ci viene somministrata con la complicità dei nostri amministratori locali, provinciali, regionali e nazionali, e la completa inettitudine dell'imprenditoria locale.
Anche in questa questione, dobbiamo sperare nell'intervento della Magistratura (già allertata) e sulla Commissione alla Concorrenza CEE.
Un ringraziamento ai senatori Elio LANNUTTI e Antonio DI PIETRO per le interrogazioni alla Camera e al Senato.

lunedì 20 agosto 2012

RICOMPENSA LEGITTIMA


Una provocazione (mica tanto)
Poiché Taranto (o meglio il "sacrificio di Taranto") è troppo importante sia per l'Italia sia per l'Europa intera.
Vogliamo Taranto capoluogo di Regione con tutti gli annessi e connessi: stazione, porto, aeroporto e vie di comunicazioni funzionanti ed efficienti, zona franca, città metropolitana con università e centri di ricerca...
Ovviamente le bonifiche in primis, ed il reimpiego delle maestranze dell’Ilva.
Penso sia il minimo per una comunità che da 150 anni dà tanto ricevendo in cambio ben poca cosa (dell’inquinamento ne faremmo volentieri a meno). Taranto è sito SIN (sito d’interesse nazionale). 150 anni fa è stata (giustamente) scelta dalla Marina Militare per impiantarvi la più grande base militare; la sua posizione geografica e strategica era una scelta obbligata. I cantieri navali e l’Arsenale militare sono stati una conseguenza logica.


Ma l’Agip, la Cementir e l’Italsider, con quale criterio sono state collocate a Taranto? Perché così vicine alla città e al quartiere Tamburi (che esisteva prima della costruzione del siderurgico – CLINI informati!).
Con quale lungimiranza sono state programmate queste industrie? Per un ritorno elettorale? Un certo Alcide DE GASPERI diceva: «Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni».
I nostri politici ed amministratori hanno scelto la prima!

venerdì 17 agosto 2012

LA SCOPERTA DELL'ACQUA CALDA

Nichi VENDOLA maggior azionista (99,4%) AdP
Quando nel '92 ci fu "mani pulite", tutti si affrettarono a ricordarci che era risaputo, che tutti sapevano come "andavano le ...cose". Chi?
Chi aveva le mani in pasta, chi conosceva i meccanismi di come va l'Italia, chi spartiva e divideva alle spalle della maggioranza degli italiani che sudava il pane che guadagnava!
La chiamata in correo di craxiana memoria, è uno ...sport praticato da quasi tutti coloro vengono beccati con le mani nella marmellata; anziché ammettere le proprie colpe, si cerca di convincere tutti che: il fatto è normale, che tutti sanno e tutti fanno finta di niente.
E allora un invito a scoperchiare le pentole di acqua calda come ha fatto Antonio DI PIETRO, FALCONE, BORSELLINO, fino ad arrivare a Patrizia TODISCO. A questi ...eroi dobbiamo dire grazie se hanno avuto il coraggio di andare contro i mulini al vento, di farci credere ancora nella Giustizia che trionfa sempre e su tutti.
Marco FRANCHINI          Raffaele FITTO          Domenico DI PAOLA
I GUAI DI AEROPORTI DI PUGLIA

bilanci, ombre e la campagna elettorale Di Paola

La Procura vicentina sta passando al setaccio finanziamenti miliardari e società che operano anche in Puglia 

Cantano ancora vittoria negli uffici degli Aeroporti di Puglia, la società di gestione aeroportuale pugliese (con capitale a totale partecipazione regionale) per il risultato del bilancio 2011. Un risultato che la primavera scorsa ha evidenziato un utile d’esercizio di oltre 921mila euro, con un incremento del 30% rispetto all’utile dell’esercizio 2010, “…a conferma della solidità aziendale e della capacità di superare gli impatti negativi dovuti alla difficile situazione economica internazionale, che non poche ripercussioni ha provocato sul sistema del trasporto aereo”, si leggeva nei comunicati diramati dalle stanze aeroportuali. Tra i dati economici salienti del bilancio 2011, l’incremento del 9 % (rispetto al 2010) del Valore della Produzione, attestatosi a Euro 93.162.074, risultato al quale ha contribuito l’aumento dei ricavi correlati all’incremento del traffico registrato ed all’attivazione dei Contratti di programma di Bari e Brindisi. Eppure sono ancora parecchie le ombre che si aggirano sul “Karol Woityla” a causa di indagini e accertamenti avviate addirittura nel 2007, quando il bando start-up per la concessioni degli aiuti per l’attivazione di nuove rotte aeree aprì orizzonti piuttosto fumosi sulle rotte pugliesi. Si mettevano sul banco, infatti, oltre 63 di milioni di euro per “lo sviluppo dei traffici aerei e di terra negli aeroporti pugliesi di Bari, Brindisi, Taranto e Foggia”, ipotizzando 24 lotti equivalenti ad altrettante destinazioni da coprire. Si paventava, insomma, la possibilità per le compagnie aeree aderenti di usufruire di contributi per tre anni in base ad alcuni calcoli che prevedevano un contributo per passeggero rispetto ad una tariffa data più altri contributi a coprire spese di promozione e di organizzazione. Le grandi compagnie aeree che stanno sul mercato, dalla Ryanair a decrescere, lanciarono subito segnali di poco gradimento, vuoi perché la rosa delle destinazioni conteneva destinazioni poco appetibili per il mercato aereo (Sofia, Atene, Strasburgo, ecc), vuoi perché le clausole ed i codicilli presenti rappresentavano una zavorra poco conveniente per una seria compagnia che si misura ogni giorno con la concorrenza di mercato. Ecco allora che, finiti i segni di spunta, da Bari arriva il sussurro agli amici di sempre: “Forza ragazzi preparatevi che qui si fanno i soldi per qualche anno a spese della Regione Puglia e dell’Europa!. L’input fu ben recepito e la giostra Myair.com venne costruita in quattro e quattr’otto. I rossi aeromobili di Soddu cominciano a solcare i cieli pugliesi con un’operatività che ha raccolto più lamentele che passeggeri. Voli in ritardo cronico, cancellazioni frequenti, passeggeri lasciati a terra in orari improbabili. Tutto previsto, secondo gli attivi blogger dell’associazione Aviazione Civile che da tempo ammonivano i vertici aeroportuali pugliesi circa la scarsa affidabilità di Mayair.com. La compagnia di Soddu è sull’orlo del fallimento, per i primi sei mesi del 2009 combina di tutto nei vari scali, fino a che nel luglio dello stesso anno l’Enac ritira la licenza di volo. Disastro per i dipendenti senza lavoro, per i passeggeri a terra con biglietti già pagati, per il castello perverso di società messe in piedi. Arresti per i vertici della società e danni per tutti mentre i sodali baresi si limitano ad una acrimoniosa dichiarazione alla stampa del direttore generale Marco Franchini: “I contributi erogati alla compagnia sono stati assegnati secondo un regolare bando di gara e comunque in relazione ai passeggeri effettivamente trasportati. Non ci sono stati sprechi di denaro pubblico”. Di Paola tenta altresì di rigirare la frittata affermando che “l'affare Myair è stato un passaggio utile per attirare Ryanair in Puglia”. Ma non è finita.


La verità arriva dalla Procura della Repubblica di Vicenza


A questo punto per raccontare la storia del grande bluff Mayair ci viene in aiuto il pm Marco Peraro della Procura della Repubblica di Vicenza con le 120 pagine dell’avviso della conclusione delle indagini preliminari del procedimento contro 30 soggetti coinvolti nel crack da 220 milioni di euro della banda Soddu. Tra i 41 capi d’imputazione individuati c’è quello per “le violazioni tributarie, l’ostacolo alla vigilanza dell’ENAC, l’indebita percezione di contributi pubblici da AEROPORTI DI PUGLIA s.p.a.”. Il pm sostituto vicentino chiede il rinvio a giudizio per alcuni dirigenti Mayair, tra i quali i Soddu, padre e figlio, per il “delitto di cui agli artt. 61 n.7, 110 e 640 bis c.p., perché, in concorso tra loro, nelle qualità indicate, con artifizi e raggiri, consistiti tra l’altro e in particolare...b) nella sottoscrizione delle domande di ammissione alla procedura selettiva per la concessione di contributi pubblici, in data 23.03.2007 e in data 14.09.2007, attestanti il possesso dei requisiti previsti dai bandi...c) nell’invio ad AEROPORTI DI PUGLIA s.p.a. – ai fini della prova del possesso dei requisiti richiesti dai Bandi di gara per l’istituzione di nuove rotte da e per gli aeroporti pugliesi – dei bilanci d’esercizio riferiti a MY WAI AIRLINES s.p.a. e MAYAIRCOM s.p.a. contenenti falsità e omissioni...tali da determinare una rilevante alterazione della rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria delle società...e)nella consegna al Direttore Generale di AEROPORTI DI PUGLIA s.p.a., da parte di SODDU Vincenzo, in data 21.06.2009, allorquando lo stato di crisi dell’impresa era ormai irreversibile, di documentazione idonea a rappresentare un quadro difforme dalla realtà,fornendo rassicurazioni su una presunta di stabilità della società vicentina (in questo modo la compagnia aerea vicentina, nel periodo dal 29 maggio al 29 luglio 2009 otteneva, in concreto, la liquidazione di ulteriori somme, pari a circa 3,2 milioni di euro, a titolo di contribuzioni pubbliche)...procuravano a sè e alla società MYAIR.COM s.p.a., dagli stessi amministrata, l’indebito conseguimento di contributi pubblici a carico del bilancio nazionale per l’importo di complessivi € 47.934.253,80 (distinti in € 21.524.253,80 relativi al primo bando del 23.02.2007 e € 26.410.000,00 riferiti al secondo bando del 24.07.2007), assegnati nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Trasporti: aeroporti e viabilità” – II Atto integrativo-Rimodulazione sottoscritta dalla Regione Puglia in data 29.10.2007, in attuazionedel Piano di incentivazione allo start-up di nuove rotte aeree di cui alle Delibere C.I.P.E. n. 17/2003, 20/2004 e 35/2005, cui seguiva l’effettiva erogazione di contributi, in danno del bilancio dello Stato, per € 18.588.764,47, di cui € 10.806.266,71 nell’anno 2008 e € 7.783.495,76 nell’anno 2009. Con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità”. Soddu e compagni, dunque, presentavano carte false a Di Paola e Franchini che le pigliavano per buone anche quando “lo stato di crisi (della Myair, n.d.r.) era ormai irreversibile”. Dallo stesso documento del pm Peraro apprendiamo che Gallassi Fabio e Pizzoccaro Giancarlo, partner della società di revisione Ria & Partners delegati al fallimento e al controllo contabile delle società in questione, sono indagati per 15 capi d’accusa, dal falso in bilancio al ricorso abusivo al credito, all’irregolare tenuta contabile con varie aggravanti. Gli uomini di Ria & Partners, dunque, avrebbero posto l’avallo alle carte “false” che Soddu presentava al duo Franchini/DiPaola, che a loro volta affidavano revisione e controllo sempre alla stessa Ria & Partners, a Bari rappresentata da Giovanni Palasciano. Un meccanismo ben oliato dove controllori e controllati sembrano convergere nella medesima struttura esterna di verifica e controllo finito al vaglio degli inquirenti veneti con una verifica che, almeno per adesso, non sembra proprio aver intaccato gli equilibri della potente società di controllo in Puglia.


  

venerdì 10 agosto 2012

PALESE ...LUNGIMIRANZA

                                        Rocco PALESE                            Raffaele FITTO
Rocco Palese è uno che conosce bene le cose della Puglia a partire dal 2000. Oltre ad essere un autorevole esponente del PDL, è anche il cognato di Raffaele Fitto, quindi, le sue "conoscenze" ed "informative" sono sempre di sicura affidabilità.
Anche quando affida ad un comunicato stampa sulla probabile privatizzazione di Aeroporti di Puglia, sicuramente conosce bene la ...materia.
Infatti, rivendica la ...lungimiranza del vecchio governo regionale (Fitto), che riusci ad ottenere una concessione quarantennale (40 anni sic!) per 4 aeroporti, in barba a tutte le leggi sulla concorrenza.

La regione promuoverà un bando internazionale per cercare un privato che comunque deve rimanere minoritario nelle quote. Mi chiedo, ma chi è quel pazzo che mette i soldi e poi si fa gestire dai politici? Ma una volta che sarà emesso il bando, spero che salti subito all'occhio, la illegittimità di una concessione così lunga e così "strana" che accorpa in un unico gestore 4 aeroporti e 4 territori.
Magari qualcuno pensa che si possa ripetere ciò che è accaduto nel 2003. Tutti i tasselli al posto giusto: Berlusconi presidente, Lunardi ministro, Fitto governatore e Vito Riggio (già collaboratore di Lunardi) presidente ENAC da luglio 2003.
Vendola divenuto presidente, si è guardato bene da rimediare all'anomalia. Ha invece continuato a prendere per i fondelli Foggia ma soprattutto Taranto (che all'epoca era amministrata dalla Di Bello e da Rana).

Ecco il comunicato di Palese:
 La decisione della giunta regionale di avviare il processo di privatizzazione di Aeroporti di Puglia ci trova perfettamente d'accordo anzi posto che da anni sollecitiamo questo percorso diciamo meglio tardi che mai.
Ci impegniamo sin d'ora a vigilare politicamente sulla trasparenza e sulla correttezza delle procedure.
Lo dichiara in una nota il capogruppo del PdL alla Regione Puglia Rocco Palese che dice: se oggi la società di gestione degli aeroporti è appetibile tanto da poter essere messa sul mercato e anche grazie alla lungimiranza con cui in passato il nostro governo regionale è riuscito prima a far ottenere la concessione quarantennale e poi a finanziare e realizzare la completa ristrutturazione degli aeroporti di Bari e Brindisi divenuti internazionali e interventi su Foggia e Grottaglie.
Abbiamo quindi contribuito a creare le condizioni affinché si realizzasse, continua Rocco Palese, la privatizzazione che in questi anni più volte abbiamo sollecitato e che oggi finalmente il Governo Vendola ha deciso di avviare...


mercoledì 8 agosto 2012

COPIA & INCOLLA




I giornalisti dovrebbero "deontologicamente" fare il proprio mestiere: cercare le notizie anziché rileggere i comunicati stampa; verificare l'autenticità delle notizie etc. In breve: essere ...scomodi.
2 giornalisti: AntonelloCassano e Ilaria Turlione, hanno firmato un articolo di Repubblica In volo l’utile degli aeroporti è guerra sugli aiuti ai privati”.  Nell'articolo c’è una lettura tutta barese dei dati. Dire che Bari ha avuto un boom di passeggeri (+9,9%) con un media nazionale (+6,4), significa esagerare. E allora Brindisi (+28,2) cosa dovremmo dire?
Altro appunto è sul numero delle Procure che indagano su AdP, sono 7 e non 5: Bergamo, Brescia, Vicenza, Verona, Roma, Foggia e Taranto.
Questo il capolavoro: I cittadini tarantini vogliono assolutamente un aeroporto civile e non solo la riapertura di quello che già c’è ma non funziona, l’aeroscalo merci di Grottaglie. Resta da capire se alla Puglia servano davvero quattro aeroporti civili”.
L’aeroporto è civile da tantissimo tempo. È l’aeroporto più grande della Puglia, non è “aeroscalo merci” perché di merci non ne sono mai arrivate per un preciso adempimento di AdP che non ha mai cercato un operatore cargo. 

questo è l'articolo della Repubblica

In volo l’utile degli aeroporti è guerra sugli aiuti ai privati
IL BILANCIO 2011 È STATO CHIUSO CON UN UTILE DI 921MILA EURO MENTRE ANCHE LA PRODUZIONE FA SEGNARE UN INCREMENTO CON UN VERO BOOM DI PASSEGGERI PER GLI SCALI DI BARI E BRINDISI PERÒ FANNO DISCUTERE GLI INCENTIVI, SOPRATTUTTO QUELLI CONCESSI A RYANAIR CONTRO I QUALI SI SCAGLIA LA UIL

Antonello Cassano Ilaria Turlione 
Bari: Buone notizie e qualche turbolenza su Aeroporti di Puglia. Se è vero che i conti non sono mai stati così in ordine e il numero dei passeggeri non ha mai toccato vette così alte, è altrettanto vero che la società che gestisce i quattro aeroporti pugliesi non ha mai subito un tiro incrociato così forte da parte delle procure di mezza Italia come in questo periodo. Ma cominciamo dalla notizia buona. Nella prima settimana di maggio l’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio di esercizio 2011 chiuso con un utile di 921 mila euro, vale a dire 30% in più rispetto allo scorso anno. Numeri che dimostrano come gli aeroporti pugliesi riescano a volare più in alto della crisi. Segni positivi anche per il valore della produzione arrivato a 93 milioni, con un 9% in più rispetto al 2010. Questa è la cifra simbolo del buono stato di salute del gruppo guidato da Domenico Di Paola, perché direttamente correlata all’incremento del traffico. Incremento che sarebbe meglio definire boom per gli scali di Bari e Brindisi, le due infrastrutture su cui la società ha puntato maggiormente. L’aeroporto salentino “Papola-Casale” ha fatto registrare un +28,2% (rispetto al +6,4% della media nazionale), mentre Bari ha conquistato un +9,9%. Il risultato positivo della gestione caratteristica aziendale, ovvero il margine operativo lordo di 28 milioni di euro (+ 22% rispetto al 2010) è stato garantito anche con azioni di incremento
di produttività: significativo in tal senso il costo del personale, invariato rispetto all’incremento del traffico. Ottimi i numeri dei passeggeri: nel 2011 gli arrivi e le partenze negli scali pugliesi sono stati 5.847.817 a fronte dei 5.076.699 del 2010, con un incremento del 15,2% su base annua. Senza contare i collegamenti diretti sempre più fitti da Bari e Brindisi verso le principali città europee: quest’estate Ryanair, AirEuropa, Easyjet, la nuova nata tra le low cost Volotea e un gigante come Lufthansa intensificheranno i loro collegamenti con gli scali pugliesi. La Adp punta sui voli charter di Helsinki e Tallin su Brindisi e di Mosca e Minsk su Bari. Sempre più chiara la volontà della Regione di attrarre investitori stranieri e lasciare che uno dei pochi gioielli economici pugliesi voli con le sue ali. La Regione rimarrà azionista di riferimento ma entro il 2012 ci sarà un bando di gara internazionale per aprirsi a partner privati. Poi ci sono Bergamo, Brescia, Vicenza, Verona e Roma. Solo che non si tratta di nuovi voli, ma di Procure che hanno aperto inchieste sulla Aeroporti di Puglia per indebita percezione di contributi. Ed è soprattutto su Ryanair che si sono concentrate le polemiche, rilanciate in Puglia dalla Uil. La compagnia low cost che solo l’anno scorso ha ricevuto 12 milioni di euro dalla Regione, oggi è accusata di evasione fiscale sui rapporti contrattuali coi lavoratori. Anche la Procura di Foggia intende far luce sui 18 milioni di euro erogati in tre anni dalla Regione alla Darwin Airlines e sull’appalto da 10 milioni di euro. Proprio a Foggia l’ad del gruppo, Domenico Di Paola, è definito «il killer del Gino Lisa», l’aeroporto della città chiuso da mesi per via di una pista troppo piccola. Per allungarla servono 14 milioni di euro che il ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, si è impegnato a sbloccare. Turbolenze anche sul fronte jonico. I cittadini tarantini vogliono assolutamente un aeroporto civile e non solo la riapertura di quello che già c’è ma non funziona, l’aeroscalo merci di Grottaglie. Resta da capire se alla Puglia servano davvero quattro aeroporti civili. La Regione rimarrà azionista di riferimento ma entro il 2012 ci sarà un bando di gara internazionale per aprirsi a partner privati
(11 giugno 2012)

CERCASI PARTNER

Domenico DI PAOLA (a.u. AdP Spa)             Nichi VENDOLA    
Loro ci provano, se poi qualche fesso abbocca, tanto meglio.
Aeroporti di Puglia detenuta alla 99% dalla Regione Puglia, cerca un privato che deve comunque rimanere minoritario. Il bando internazionale uscirà nel 2012. 
Questi i risultati e i propositi di AdP spiegati da Guglielmo Minervini (ass. alla mobilità di BA e BR):
è stato spiegato – ha portato in giunta una delibera di orientamento che avvia il procedimento di ricerca di un partner privato che, oltre ad apportare capitali, possa dare un contributo industriale alla crescita del sistema aeroportuale pugliese. “Con le nostre risorse abbiamo garantito investimenti per 420 milioni negli ultimi 10 anni, e 152 milioni – ha spiegato l’assessore – sono in programma per il potenziamento delle infrastrutture aeroportuali, senza dimenticare le politiche di sostegno per l’attivazione di nuovi collegamenti”. Tre gli obiettivi di questa operazione: consolidare il capitale sociale dell’azienda e assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali; potenziare il parco di collegamenti low cost; irrobustire la rete di collegamenti internazionali del sistema aeroportuale nell’economia del territorio e nei mercati internazionali. “Ci aspettiamo – ha aggiunto Minervini - importanti contributi per incastonare l’aeroporto di Grottaglie nel sistema legato al cargo aereo, di sviluppare su Brindisi le potenzialità di sviluppo turistico dell’area salentina, a Foggia la valorizzazione del collegamento con il Gargano e i santuari religiosi e a Bari vogliamo provare a sperimentare lo sviluppo inedito di forme di low cost anche sui voli intercontinentali”. La procedura prevista dalla delibera partirà a settembre e dovrebbe concludersi nell’arco di un anno. “Non vogliamo però aprire – ha concluso Vendola – nessun processo di svendita. Cerchiamo un partner privato che capisca la straordinarietà del sistema aeroportuale pugliese”.

Niente di nuovo sotto il cielo; solite bugie e solite falsità. Il consigliere del PD Filippo Caracciolo ha voluto vederci chiaro e, pertanto, ha presentato un'interrogazione per vederci chiaro nel bilancio 2011 AdP (tutto rose & fiori). In particolare - ho riscontrato in primo luogo la presenza di alcune operazioni in derivati, il cui Mark to Market risulta essere negativo per oltre 3,7 milioni di euro, un primo dato allarmante. -