domenica 17 dicembre 2017

ADDIO MARIA RUTA

Maria Ruta alla Manifestazione del 26/10/2013



Un saluto a Maria Ruta, grande imprenditrice che, ha voluto sfidare AdP. È grazie a lei e all'Appia viaggi, che è stato possibile organizzare voli da Aeroporto di Taranto. Anche lei come tutti noi, ha combattuto contro l'arroganza e l'ingiustizia perpetrata da AdP. Ha pagato un prezzo enorme (anche economico), ma non la data vinta alla prevaricazione barese. Un abbraccio Maria.


Aeroporti di Puglia crea ancora disagi ai passeggeri di Taranto (provenienti anche dal Molise, Basilicata e Calabria). Chiede un sovrapprezzo di € 3.000, non autorizza un bar mobile e non predispone sufficienti sedili per accogliere i passeggeri.
Tutto questo, senza che nessuna autorità o istituzione faccia qualcosa.



venerdì 24 novembre 2017

PIÙ CHE TAVOLI; POLTRONE!


Il titolo non suoni "irrispettoso", nei confronti di chi (con tanta buonafede), cerca di venire a soluzione di un problema vecchio di quasi 20 anni; siamo stanchi e allora, più che tavoli, abbiamo bisogno di poltrone.

Basta parlare e istituire ‘tavoli’, la comunità tarantina e anche quella lucana (tavolo della mobilità, 2012, presso la CCIAA), si sono già espresse per il SI ai voli commerciali (smettiamola con ‘voli civili passeggeri’).
Tavoli ne sono stati fatti tanti; alla Provincia di Taranto, al comune di Taranto, Grottaglie, Monteiasi, SanGiorgio, Martina Franca ecc.

Sono state fatte Delibere da tanti comuni e provincia. In Regione sono state approvate Delibere, Regolamenti, Risoluzioni ecc. è stato tutto vano. Il fatto è che:
AEROPORTI DI PUGLIA SE NE FREGA!
Ovviamente con la complicità della politica, che in pubblico ha un atteggiamento, ma poi acconsente che AdP possa derogare a Regolamenti e Leggi dello Stato Italiano, che attraverso ENAC, ha consegnato una Concessione di 40 anni, non per fare i propri comodi, ma come da Regolamento:
“…gestire ciascun aeroporto quale complesso di beni, attività e servizi organizzati…adottando ogni opportuna iniziativa in favore delle comunità territoriali vicine, in ragione dello sviluppo intermodale dei trasporti…erogare con continuità e regolarità, nel rispetto del principio di imparzialità e secondo le regole dì non discriminazione dell'utenza”.
Pertanto, basta con questi tavoli. Chiediamo ad AdP di rispettare la Legge e volontà della Comunità che ospita questa grande infrastruttura. E in soldoni, chiediamo ad Emiliano (dopo quasi 3 anni di promesse), di passare ai fatti.
Ad ogni modo, auguriamo a tutti buon lavoro.

Concessione ENAC-SEAP (alcuni passi fondamentali).  

ENTE NAZIONALE PER L'AVIAZIONE CIVILE
CONVENZIONE
per l'affidamento alla SEAP, della concessione per la progettazione, sviluppo, realizzazione, adeguamento, gestione, manutenzione e uso degli impianti e delle infrastrutture aeroportuali, comprensivi dei beni demaniali, negli aeroporti di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto.
ARTICOLO 4 - OBBLIGHI DELLA CONCESSIONARIA
a) gestire ciascun aeroporto quale complesso di beni, attività e servizi organizzati destinati direttamente o indirettamente, alle attività aeronautiche adottando ogni opportuna iniziativa in favore delle comunità territoriali vicine, in ragione dello sviluppo intermodale dei trasporti
c) erogare con continuità e regolarità, nel rispetto del principio di imparzialità e secondo le regole dì non discriminazione dell'utenza
c.2) ad assicurare l'efficienza degli impianti e degli apparati aeroportuali:
ARTICOLO 7 - OPERATIVITÀ AEROPORTUALE
1. La concessionaria garantisce la piena operatività di ciascun aeroporto durante l'orario di apertura stabilito dall'E.N.A.C.
3. La concessionaria provvede, in base a criteri di non discriminazione e secondo le modalità e prescrizioni concordate con l'E.N.A.C., all'assegnazione delle piazzole di sosta degli aeromobili.
ARTICOLO 14 - REVOCA E DECADENZA DELLA CONCESSIONE

1. Nei casi previsti dal codice della navigazione, nell'ipotesi di gravi ovvero reiterate violazioni della disciplina relativa alla sicurezza, in caso di mancata presentazione del Piano regolatore generale di ciascun aeroporto nei termini indicati, di mancato ed immotivato rispetto del programma di intervento e del piano degli investimenti, o di grave e immotivato ritardo nell'attuazione degli stessi o al verificarsi di eventi da cui risulti che la concessionaria non si trova più nella capacità di gestire gli aeroporti, l'E.N.A.C., con provvedimento motivato, dispone la revoca della concessione e contestualmente nomina un commissario per la gestione operativa degli aeroporti.

sabato 28 ottobre 2017

AEROPORTO ALTERNATO DI TARANTO


Visti i sempre più frequenti "dirottamenti" di voli per Pescara e Lamezia terme, a causa delle condizioni meteorologiche: chiediamo che Aeroporto di Taranto diventi "ALTERNATO" a Bari & Brindisi, evitando vere e proprie tragedie e disagi, in termini di tempo e denaro.


Ultimo "dirottamento" in ordine di tempo: Pisa-Brindisi dirottato a Lamezia Terme.

http://movimentoaeroportotaranto.blogspot.it/2012/02/dirottamento-economico.html

http://movimentoaeroportotaranto.blogspot.it/2014/04/revoca-immediata-della-concessione-ad.html

http://movimentoaeroportotaranto.blogspot.it/2016/12/pericolo-in-aeroporto-brindisi-voli.html

http://movimentoaeroportotaranto.blogspot.it/2013/08/tutto-pur-di-dire-no-taranto.html



giovedì 26 ottobre 2017

26 OTTOBRE 2013 COSA È CAMBIATO


Sono passati 4 anni, cosa è cambiato: nulla!
Intanto, e questa è la cosa più grave, Aeroporto di Taranto è ancora inattivo.
Il 26 ottobre del 2013, al culmine di tante iniziative, si decise di fare una manifestazione che doveva diventare l’atto finale; tutta una comunità, soprattutto la scuola e suoi studenti (il futuro di Taranto) chiedeva un’alternativa.
Cosa è cambiato:
  • è cambiato il sindaco, Melucci anziché Stefano (quello che voleva far di un Consorzio per l’aeroporto),
  • in Provincia non c’è più il compianto Luigi Albisinni (l’unico che ha avuto il coraggio di fare un esposto per denunciare le magagne in aeroporto di Taranto), ora c’è Ciro Petrarulo che ha altrettanta passione: decisamente un fatto positivo;
  • in Regione non c’è più Vendola, ma Emiliano che ha confermato tutti i vertici di Aeroporti di Puglia (hanno lavorato talmente bene);
  • Non c’è più Acierno, sostituito da Onesti (nel CDA c’è la nostra amica e tarantina Dott.ssa Lucarella);
  • Presidente dell'Enac, è ancora, purtroppo Vito Riggio;
  • L’ex direttore ENAC, dott. Di Palma ha fondato un movimento “Volare Alto”, forse troppo alto. A noi aerospazio, voli orbitali e droni, non interessano;
  • Il sindaco di Grottaglie non è più Alabrese (che lo abbiamo lasciato alle prese col cargo, ferrovia e integrazione col porto), ma D’Alò che si interessa poco di aeroporto e quando lo fa, parla come Bagnardi;
  • Pentassuglia non è più il presidente della Commissione Trasporti regionali (e il cargo non è decollato);
  • Nel frattempo è morto l’assessore ai trasporti regionali Minervini e, chi lo ha sostituito, Giannini (vedi Cargo ecc.) ha lasciato perché indagato.

Come si vede, a distanza di 4 anni la situazione è quasi peggiorata, il territorio è sempre più impoverito, i nostri giovani vanno via e non s’intravedono vie d’uscita.
In questi giorni, è tutto un fiorire di comunicati che preannunciano un bando per gli aeroporti di Foggia e Taranto. La questione va avanti da un po’ di anni, ma al momento, di concreto non c’è nulla. Ma basta questo per spaventare i corregionali brindisini che continuano a gridare allo scippo!!!!!!????????

La Manifestazione per lo SviluppoAlternativo a Taranto del 2013, chiedeva nuove alternative per Taranto, che al momento non si vedono ancora.



giovedì 5 ottobre 2017

SI GUARDA ALLA PAGLIUZZA MA NON ALLA TRAVE


Gesù di Nazareth: “…Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio prima di togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello".

In tanti invece, fanno esattamente il contrario, con l’aggravante di un “conflitto d’interessi” più grande di una trave.
Non è la prima volta che ci occupiamo del direttore di “Brindisi report”. Ne avevamo già parlato nel luglio del 2016 “molto rumore per nulla”. Non appena si paventa qualche movimento per Aeroporto Taranto, ecco che da Brindisi parte la controaerea. Era già successo con il sindaco Consales, con esponenti di ForzaItalia ecc.
In questi giorni alcune associazioni che si sono appropriate della denominazione “Pro-aeroporto” (ma non fa nulla, purchè non la si sfrutti per fini politici), hanno manifestato a Bari. L’assessore Mazzarano ha predisposto degli incontri (tutto già ampiamente visto e vissuto). Tutto ciò è bastato per mettere in allarme i brindisini.
Ma torniamo al direttore di “brindisi report” che, casualmente, ha collaborato con il Distretto Aerospaziale di Brindisi il cui direttore era un certo Giuseppe Acierno già amministratore unico di Aeroporti di Puglia.
Vediamo cosa scrive il direttore (i numeri in rosso forniscono dei chiarimenti):


BRINDISI – Sulle prospettive dell’Aeroporto del Salento non si può dormire sugli allori. Lo avevamo scritto pochi giorni fa a proposito sulle questioni dello sviluppo di Brindisi e del suo territorio. Non conosciamo i progetti complessivi della nuova gestione di Aeroporti di Puglia, e appare sconcertante che la stessa AdP nuova versione non sia ancora intervenuta sulla annosa querelle scatenata a Taranto da uno schieramento trasversale ce va dal centrodestra, al segretario regionale della Uil, a Sinistra Italiana (il consigliere regionale Mino Borraccino), come sconcertante è la linea della Regione Puglia.
Oggi l’assessore regionale allo Sviluppo, Michele Mazzarano, annuncia l’istituzione di un tavolo tecnico per esaminare le possibilità di avvio di collegamenti passeggeri e charter dall’Aeroporto di Grottaglie, mentre le parti (quelle che reclamano ciò) saranno audite dalla competente commissione del consiglio regionale. Il tutto nel silenzio generale della pattuglia di consiglieri regionali delle province di Brindisi e Lecce. In tutto questo, a nostro avviso, non c’è uno straccio di raziocinio e di attenzione alle esigenze di una programmazione regionale del trasporto e della logistica.
La Puglia vuole fare la Lombardia del Sud, con tre aeroporti ? Bari, Brindisi e Taranto come Milano Linate, Milano Malpensa e Oria al Serio? E quale grande bacino passeggeri dovrebbe convincere le compagnie del trasporto aereo a inaugurare collegamenti tra Taranto e Milano, Taranto e Roma, e chissà quali altri, dopo decenni in cui Grottaglie pure essendo uno scalo aperto al traffico civile non è mai stata opzionata né da Alitalia, né da Ryanair, né da altri. 1
Francamente, crediamo che Aeroporti di Puglia debba preoccuparsi di tenere stabili fatturato e trend di crescita dei suoi due scali di Bari e Brindisi, 2 più che sufficienti  a coprire le esigenze di collegamento della regione, della sua industria turistica, dei suoi cittadini, delle sue aziende, soprattutto al cospetto della crisi Alitalia e delle vicissitudini della low-cost irlandese. A meno che qualcuno non sia convinto che si possa ripetere il colpaccio effettuato per il riassetto del sistema portuale, quando i poteri forti di Bari e Taranto 3 – con la benedizione di Michele Emiliano - sono riusciti a imporre due authority invece di quella unica prevista dalla bozza di riforma Delrio.
Questa operazione puzza di elettoralismo lontano centinaia di miglia, e rischia di distruggere, se già non lo ha fatto, tutto ciò che di buono è stato fatto dalle precedenti giunte regionali  per risanare Aeroporti di Puglia 4 : rilanciare il trasporto aereo dopo la crisi globale, assegnare un ruolo a ciascuno scalo (Bari e Brindisi passeggeri, Taranto logistica delle merci). Sarebbe interessante conoscere i nuovi piani di AdP e quelli della Regione-giunta Emiliano  per la sua parziale privatizzazione. Nonché lo stato dell’arte per il progetto Grottaglie.
Ma ecco cosa dice oggi l’assessore Michele Mazzarano: “Realizzare un polo logistico integrato in cui la vocazione industriale dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie si integri con l’operatività di carattere commerciale attraverso una rete di voli civili e attraverso collegamenti charter; costituire un Tavolo tecnico permanente, con sede a Grottaglie, per individuare tutte le possibili azioni da mettere in campo per il rilancio dell'aeroporto Arlotta quale importante scalo commerciale, industriale e civile”, fa sapere un comunicato dell’assessorato.
“Sono queste le principali proposte messe in campo dalla Regione Puglia per l'aeroporto Arlotta inserite in una delibera di indirizzo alla quale stanno lavorando gli assessorati ai Trasporti allo Sviluppo Economico. I contenuti di questo atto sono stati oggetto del confronto che l'Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, ha tenuto con i comitati e le associazioni del territorio, insieme con alcuni rappresentanti istituzionali, sindacali e di categoria”.
“C’è la ferma volontà del presidente Emiliano e di questa Amministrazione regionale di coniugare la principale missione dell'aeroporto di Grottaglie con la crescita nella direzione dei voli di linea - ha dichiarato l'assessore Mazzarano - e questo sforzo sarà presto codificato in una delibera di Giunta regionale". Durante l'incontro sono state avanzate alcune proposte dai comitati e dalle associazioni presenti, che l'assessore ha inteso recepire.
“Voglio ringraziare tutti i partecipanti all'incontro, dalle associazioni ai comitati, ai rappresentanti degli enti locali - ha aggiunto Mazzarano - per l'importante contributo al dibattito odierno, contributo che ci ha consentito di fare un importante passo in avanti verso l'obiettivo che tutti auspichiamo”.
“È al vaglio della giunta regionale la proposta di costituzione di un Tavolo tecnico che affiancherà la società Aeroporti di Puglia. Il Tavolo, costituito da rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali preposte e da rappresentanti delle associazioni, avrà il compito di indicare idee e soluzioni per la valorizzazione dello scalo e delle sue molteplici vocazioni”. 5
Sappiamo che Alitalia ha recentemente tagliato alcuni voli da e per Brindisi. Non sappiamo cosa deciderà la compagnia di Dublino alla fine del polverone di queste settimane (ma lo scalo più penalizzato in Puglia è sempre l’Aeroporto del Salento). Come si può pensare di chiedere alle compagnie, che hanno libero arbitrio nella scelta degli scali,6 di spostarsi all’Arlotta. Si vuole per caso trasferire a Grottaglie qualche collegamento già attivo da anni a Brindisi (i baresi non si faranno toccare i loro voli)?
Ma non ci sono consiglieri regionali a Brindisi e Lecce stufi di questa situazione, e in grado di chiedere e ottenere che tutto ritorni su un binario di ragionevolezza e reale programmazione? E i parlamentari nazionali cosa hanno da dire? Toglietemi tutto, tranne il mio pacchetto di voti?

non è vero! Diverse compagnie hanno chiesto Taranto ma sono state dirottate a Bari e Brindisi;
2 questa è la vera ragione! Fare fatturato a Bari e Brindisi;
i poteri forti a Taranto! Questa ci è nuova;
ecco, vorremmo sapere cosa è stato fatto, se non sperperare soldi e sottrarli soprattutto a Taranto;
questo è un best-seller “Le vocazioni di Taranto”;
abbiamo visto come intende il “libero arbitrio” AdP.


giovedì 28 settembre 2017

RYANAIR - TUTTI GIÙ PER TERRA


La cancellazione dei voli di Ryanair, sarebbe un duro colpo alla mobilità dei pugliesi. Più del 50% del traffico aereo viene operato da Ryanair. Lo scellerato accordo di Nichi Vendola (non lo diciamo solo ora), ha legato per anni mani e piedi la regione Puglia. 
C'è da dire che i benefici sono stati tanti ma, istituire quasi un monopolio, comporta certi rischi. Ora non sarà tanto facile trovare un sostituto della compagnia irlandese.
Emiliano si è subito affrettato a sottovalutare il problema, dicendo, sottintesi "morto un Papa se ne fa un altro".
Ecco, se la defiance di Ryanair diventasse un motivo di maggior partecipazione e concorrenza, non sarebbe proprio un male. Speriamo!
Ecco l'articolo del Corriere della Sera di Michelangelo BORRILLO (non è la prima volta che scrive di queste cose):

Ryanair, così fa il pieno di soldi pubblici: dalla Puglia in 10 anni circa 170 milioni di euro

Al contributo della Regione di circa 12,5 milioni all'anno (motivati come campagna di comunicazione per lo sviluppo del turismo) si aggiunge quello di Aeroporti di Puglia (controllata dalla Regione) sotto forma di sconto sull’handling (5 milioni annui)

C’è sempre stato un alone di mistero sugli incentivi pubblici che da 15 anni hanno permesso a Ryanair di fare il pieno di passeggeri in Italia. Nel caso di Bergamo, l’hub principe della compagnia low cost irlandese, non è mai trapelato nulla. L’unico contratto che nel corso degli anni è emerso alla luce del sole è stato quello relativo agli scali di Bari e Brindisi. Che in Puglia non ha mancato di suscitare polemiche fin dall’inizio, a fine 2009, quando per la Regione allora guidata da Nichi Vendola fu possibile avviare, con provvedimento d’urgenza, una trattativa privata con la compagnia low cost irlandese perché era da poco fallita la Myair.
Il contratto senza gara
Per il primo anno di contratto la Regione Puglia valutò l’ipotesi di utilizzare fondi europei. Ma l’ipotesi venne scartata perché si sarebbe incorsi nel rischio degli aiuti di Stato. Per attirare Ryanair sono stati, quindi, fin da subito utilizzate risorse pubbliche dei cittadini pugliesi: 2 milioni per gli ultimi 3 mesi del 2009, 8 per il 2010, 10 per il 2011, 12 per il 2012 e altrettanti per il 2013 e il 2014. Al termine del primo ciclo quinquennale, nel 2014, il contratto è stato prorogato per altri 5 anni (anche in questo caso senza gara): 12,5 milioni all’anno — ma il contributo è variabile — per 5 anni. Ai quali occorre aggiungere altri 5-6 milioni all’anno da parte di Aeroporti di Puglia (controllata al 99% dalla Regione) sotto forma di mancati introiti: per volare da e per la Puglia, Ryanair richiede infatti tariffe di handling inferiori al costo sopportato da Adp. E la differenza, a sfavore di Aeroporti di Puglia, è quantificabile in circa 5-6 milioni all’anno, come ripetutamente sottolineato nelle assemblee di bilancio dell’ultimo decennio dai vertici della società che gestisce gli aeroporti pugliesi e messo nero su bianco sui bilanci, sottolineando — tra le criticità — la «redditività non adeguata del settore handling, in considerazione della perifericità degli aeroporti pugliesi e della debolezza contrattuale nei confronti dei vettori, che non consente di spuntare livelli tariffari adeguati». Nelle casse di Ryanair, ogni anno, arrivano quindi dalla Puglia come contributi o sotto forma di sconti, circa 17,5 milioni. Che moltiplicati per 10 anni fanno più di 170 milioni di euro.
La campagna di comunicazione
L’aspetto più singolare del contratto di Ryanair con la Regione Puglia è che si tratta di un accordo che prevede come oggetto non il trasporto di passeggeri (ci sarebbero problemi con le leggi sulla concorrenza) ma una campagna di comunicazione per lo sviluppo del turismo incoming. Sempre dai bilanci di Adp emerge che nel rapporto con Ryanair si è scelto «di privilegiare il web come canale di comunicazione rispetto ad altri media»; ma analizzando il sito di Ryanair la pubblicità sulle bellezze della Puglia — come ha evidenziato più volte dalla Uil Puglia che negli anni ha intrapreso una campagna per rendere pubblici i finanziamenti di Ryanair — in realtà compare, e non sempre, solo in un link all’interno del sito e non sulla homepage». Pubblicità visibile o meno, l’escamotage dal punto di vista di incremento di utenti ha funzionato: dall’inizio degli anni 2000 a oggi il traffico dei due scali pugliesi è passata da 2 a 6,6 milioni di passeggeri. La metà dei quali sono di voli Ryanair. E più sono, più la Puglia paga. Le somme che la Regione versa alla compagnia sono infatti correlate al numero di passeggeri che volano con Ryanair: il contributo è relativo a ciascun passeggero ed è in media circa 5 euro pro capite.
Gli effetti della «bufera»
Per questo, quando a metà settembre è scoppiata la «bufera» sui voli Ryanair, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha rimarcato la natura del contratto: «Il nostro accordo pubblicitario è ovviamente anche legato al numero dei voli che sono quelli sui quali la pubblicità poi viene rimandata. Quindi meno voli meno soldi. La misura ha già dentro di sé un automatismo così come definita dalla precedente amministrazione regionale». Una piccola presa di distanza, ravvisabile anche nella nota diffusa in quei giorni da Aeroporti di Puglia: «La situazione (i voli cancellati in quei giorni, ndr) non è in alcun modo legata a aspetti riconducibili ai rapporti commerciali tra la società e il vettore, è conseguente a un’autonoma decisione della compagnia che riguarda tutto il network globale della compagnia irlandese nella sua autonomia gestionale. Nella circostanza Aeroporti di Puglia intende altresì ribadire che le pur comprensibili preoccupazioni per tale situazione non possano far dimenticare che sui nostri aeroporti volano attualmente altre diciannove compagnie differenti per tipologia, prodotto e destinazioni raggiunte - circa settanta tra Bari e Brindisi - che, al pari del vettore irlandese, operano collegamenti di linea funzionali allo sviluppo del traffico e al miglioramento dell’accessibilità aerea, contribuendo in maniera significativa a generare nuovi flussi verso la Puglia». Come dire che, dopo aver rastrellato in Puglia quasi 170 milioni in 10 anni, adesso Ryanair è libera di volare via.


martedì 1 agosto 2017

I BUONI PROPONIMENTI DEL SINDACO DI TARANTO


Il sindaco di Taranto promette di fare il buono e scrive la letterina a Babbo Natale (Michele Emiliano). Non è fantapolitica ma solo mettere in fila tutte le azioni finora compiute.
Siamo commissariati da Emiliano, il quale non contento, piazza suoi uomini per vigilare che il Melucci non esca fuori dal percorso. E difatti vengono nominati De Franchi vice sindaco e Aurelio Di Paola (figlio di Domenico, principale responsabile della situazione attuale dell'Aeroporto di Taranto.
Termini come: "Aerospazio" e "Aeroporto di Grottaglie" non sono inserite li a caso, ma suggerite da ...qualcuno.
Questi sono parte dei "buoni propositi" di Melucci, con particolare riferimento alle attività produttive:
Taranto darà impulso alle iniziative che siano oggettivamente utili alla ripartenza delle infrastrutture portuali esistenti o in corso di finalizzazione, mentre si disimpegnerà̀ al più̀ presto da contenitori di ormai dubbio valore economico al di fuori dell’ambito portuale. Nel contempo, l’Amministrazione intende istituire un efficiente sportello di orientamento alle imprese locali e di attrazione degli investimenti forestieri, che favorisca nuove aggregazioni di rete e/o distretto, soprattutto in settori merceologici a forte vocazione export e grande valore aggiunto per l’economia locale, ovvero connessi alle nuove tendenze macroeconomiche e regionali (penso, per es., all’agricoltura no food, al comparto dei prodotti a denominazione controllata, ai farmaceutici, all’aerospazio, al decomissioning, ecc.). Il piano delle coste, come pure l’organizzazione complessiva dell’Area Vasta con i comuni limitrofi al capoluogo ed un programma per l’Isola Amministrativa verranno rivisitati alla luce della sopra menzionata strategia di insieme, entro pochi mesi da oggi. In relazione, invece, ad una sensibile e mirata azione di marketing territoriale, che ci consenta di presentare Taranto in maniera sempre più attrattiva per i flussi turistici e svincolata dall’immagine deteriore a cui le vertenze industriali ed ambientali l’hanno relegata, l’Amministrazione punterà a specializzare la promozione sui target dei segmenti cultura, luxury e fiere, per raggiungere visitatori meno interessati al turismo mordi e fuggi tipico ormai di alcune zone della nostra Regione. In questo frangente, l’Amministrazione candiderà Taranto a capitale italiana della cultura entro il termine del mandato, esplorerà con la Marina Militare la possibilità di musealizzare infrastrutture e battelli prossimi all’uscita dal servizio attivo (si propone sin d’ora il Garibaldi), compirà ogni sforzo tecnico per restituire alla città una più ampia e funzionale fruizione delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo (specie per fini collegati alla ricerca scientifico-naturalistica), si adopererà per l’individuazione di un’area adeguata ad essere riqualificata al fine di accogliere grandi eventi periodici di rango internazionale. E nei limiti delle proprie prerogative, il Comune di Taranto non farà mancare il proprio contributo al rilancio dell’aeroporto di Grottaglie ed al potenziamento dei collegamenti ferroviari giornalieri con la rete nazionale. Un fondamento della buona accoglienza cittadina sarà il comparto del commercio, in tutte le sue forme e dimensioni, che l’Amministrazione intende ascoltare di frequente e sostenere, innanzi tutto attraverso un convinto contrasto all’abusivismo, un progressivo innalzamento della sicurezza nei quartieri, una più attenta pianificazione della mobilità e delle aree deputate all’intermodalità cittadina.
Babbo Natale alias Michele Emiliano

lunedì 31 luglio 2017

RYANAIR CONTRO IL MONOPOLIO NEGLI AEROPORTI ITALIANI


Il grande capo di Ryanair si dice convinto che: “…gli aeroporti italiani sono legati spesso da rapporti di collaborazione che configurano quasi un monopolio, dannoso per la competitività e per tutti, vettori e consumatori”.

Se poi il …monopolio, diventa oligopolio la situazione si fa drammatica! Speriamo (ma ne dubitiamo) che il sottosegretario Dorina Bianchi, capisca e agisca di conseguenza.
È chiaro che il brand Costa Ionica fa gola a molti (noi ci provammo con il consorzio “Le Rotte del Sole”) e, il compianto Luigi Albisinni lo aveva capito e, presentò a sue spese il marchio “Terra Ionica”. Tutte iniziative che gli pseudo-politici e gli pseudo-amministratori (salvo poche eccezioni hanno snobbato).

David O’Brien ha detto ciò che tutti sanno, ma nessuno ne parla (in puro stile mafioso). Ecco le parte delle dichiarazioni di Ryanair:
Si è parlato molto di Sud, di fascia ionica, alla conferenza stampa che Ryanair ha tenuto a Roma per annunciare il nuovo collegamento giornaliero tra la capitale e Tel Aviv.

“Crediamo molto nell’Italia. Secondo noi questo Paese ha un grande potenziale di traffico che non può ancora svilupparsi per carenza di collegamenti, soprattutto verso le destinazioni del Sud. E per la mancanza di un marketing che sappia creare una forte identità di marca su alcune aree di grande pregio, come hanno fatto altri Paesi”, ha detto David O’Brien, chief commercial officer di Ryanair.
E, tanto per restare nel concreto, O’Brien ha annunciato che Ryanair ha appena presentato sia al sottosegretario Dorina Bianchi che all’Enit un proprio progetto per una ‘Italia Ionica’ da lanciare sul grande mercato, giocato su tutti gli scali minori. “Perché altrimenti – ha notato O’Brien – chi mai nel mondo capirà dov’è e quanto è bella la Basilicata?”. Un progetto che servirà anche a dare slancio al piano di crescita del vettore centrato su Costa Ionica e Costa Adriatica. “L’Italia – ha aggiunto – è molto trendy, ma è sotto servita. Fiumicino potrebbe fare il doppio dei passeggeri, mentre nel Sud Italia ci sono voli diretti assolutamente insufficienti e scali che meriterebbero molte più rotte”. Ma per portare più passeggeri nel Belpaese, secondo O’Brien, servirebbe “creare un’identità di scala, un brand della Costa Jonica e Adriatica che riesca ad andare oltre le singole città che all’estero non sono conosciute”.

Il manager di Ryanair ha quindi concluso che gli aeroporti italiani sono “legati spesso da rapporti di collaborazione che configurano quasi un monopolio, dannoso per la competitività e per tutti, vettori e consumatori”.

martedì 25 luglio 2017

EGREGIO GOVERNATORE NONCHÉ SINDACO DI TARANTO AD INTERIM

Egregio governatore (nonché sindaco di Taranto ad interim), 

Dopo la Sua boutade vecchia ormai di 2 anni; intendiamo la boutade sull'attivazione immediata dei voli in Aeroporto di Taranto. Dopo che lei aveva sentito la marina militare, il governatore della Basilicata, il governatore della Calabria, i rappresentanti di Alenia/Leonardo, la Chiesa e chissà quante altre istituzioni.  
Lei ebbe a dire: “…che non c'erano assolutamente problemi nell'attivazione di voli, anzi si meravigliava del contrario”.          
Confermando tutta la vecchia gestione di Aeroporti di Puglia, anzi confermando al posto di Di Paola il presidente Acierno. Oltretutto in palese, almeno secondo noi, conflitto di interesse, in quanto, oltre ad essere amministratore unico di Aeroporti di Puglia era nello stesso tempo il direttore del distretto aerospazio di Brindisi che, guarda caso, voleva e ha voluto l’aerospazio nell'aeroporto di Taranto. Oppure la nomina al comune di Taranto del rampollo Di Paola (a proposito la denuncia nei confronti del padre* a che punto è?).  Da queste azioni e conferme, abbiamo capito che lei i voli non li attiverà mai. 
Riposta l'anima in pace e constatando che ormai in aeroporto, si parla solo ed esclusivamente di aerospazio, di voli interstellari e di droni, che nulla aggiungono allo sviluppo della popolazione e non apportano nessuno beneficio, se non soldi, tanti soldi a …persone che non ne avrebbero neanche bisogno e, si svolgono attività e operano ditte che, a nostro parere, non dovrebbero avere nulla a che fare con un aeroporto e con il sedime aeroportuale.  
Alla luce di tutto questo, visto che con le vacanze estive (lei non lo sa), noi Tarantini cominciamo i pellegrinaggi nei vari aeroporti di Bari e di Brindisi); è tutto un andirivieni dai vari aeroporti per accompagnare amici e parenti, e questo succede anche diverse volte nella settimana.  Tutto ciò comporta un non indifferente esborso che possiamo così quantificare: 
- per l'aeroporto di Bari all'incirca €30;
- per l'aeroporto di Brindisi circa €20.  
Di questi tempi tutti questi soldi “a fondo perduto” non fanno altro che impoverire ancora di più il nostro già martoriato territorio.  
Per farla breve le volevamo chiedere, se magari potesse prendere in considerazione, un rimborso per tutti quei Tarantini, soprattutto universitari e pendolari che sono costretti a pellegrinare costantemente verso i due aeroporti, perché a noi, il volo da 29€, ci costa 59€.  Ecco prevedere un rimborso, un presente che possa aiutare soprattutto i nostri giovani e le famiglie tarantine.
La salutiamo speriamo che possa l'estate illuminarla e attendiamo sue risposte.  
Cordialmente 
Movimento Aeroporto Taranto

* Domenico Di Paola, uno dei principali affossatori di Aeroporto di Taranto

lunedì 24 luglio 2017

ECCO LA CIFRA SBORSATA DAI TARANTINI PER RAGGIUNGERE BARI & BRINDISI


E con l'estate torna il ...pellegrinaggio dei tarantini verso gli aeroporti per prendere o accompagnare amici e parenti. Anche più volte alla settimana, che si traduce in soldoni:
Per aeroporto di Bari - andata e ritorno km. 250 circa, circa 16€ (che diventano 26€ via autostrada).
Per aeroporto di Brindisi - andata e ritorno 160 km. circa, 10€ (occhio agli autovelox).

Ora bisogna solo moltiplicare queste cifre per tutte le volte che volete; si raggiungono cifre inverosimili. 
Sempre in questi giorni vengono rivelati i nomi dei nuovi assessori di Taranto (tutte dettate da Emiliano). Colpisce la nomina del barese Aurelio Di Paola (figlio del vecchio A.U. di AdP Domenico Di Paola, colui che si è sempre opposto ai voli a Taranto). Colpisce anche il fatto dell'approvazione di Emiliano, nonostante la denuncia che Emiliano e Di Paola si sono scambiate. Staremo a vedere.    

Da sempre i giochi per l’aeroporto di Taranto, sono sempre stati chiari. Oltre ad avere concorrenti che facevano i loro interessi, chi doveva tutelarci, ovverosia i nostri politici, sono sempre stati ben lieti di lasciare tutto agli altri, basta che non toccassero il settore industriale. Politici che esaudivano i bisogni dell’imprenditoria tarantina oppure avevano in sé, veri e propri conflitti d’interessi mai taciuti e mai celati.
Taranto in regione ha sempre avuto assessori tarantini con delega ai trasporti, che si sono sempre guardati bene dal tutelare e far crescere le nostre infrastrutture, anzi il loro compito principale era tagliare le gambe ad eventuali …deragliamenti dalla via maestra, cioè: Taranto città industriale.
3 milioni di utenti possono raggiungere Taranto in 45'
Nel 2008, quando ci si accingeva a far decollare gli aeroporti, Taranto rinunciò ad un ruolo che le competeva (l’aeroporto di Taranto è civile dal 1964, quello di Brindisi lo è diventato nel 2010). A Brindisi non pareva vero tutta quella manna dal cielo, ma gli accordi erano chiari: A Brindisi i passeggeri a Taranto Alenia (l’industria). E anche se dopo pochi anni l’errore era evidente, ai nostri politici andava bene così. La loro mission era: industria, e mobilità solo su gomma.
Il danno che questi politici hanno fatto a Taranto e ai tarantini è stato enorme.
traffico aereo annuo (fino a maggio 2015)
Analizziamo i seguenti dati:
  • ·         Dal 2006 ai primi 5 mesi del 2015 i passeggeri a Bari sono stati 29.400.000;
  • ·         Dal 2006 ai primi 5 mesi del 2015 i passeggeri a Brindisi sono stati 15.500.000;
  • ·         Totale 44.900.000;

Considerato che il bacino d’utenza di Taranto è il 30%, abbiamo questi numeri:
  • ·         Passeggeri di “Taranto” da Bari 8.820.000;
  • ·         Passeggeri di “Taranto” da Brindisi 4.650.000;
  • ·         Totale 13.470.000.

bacino passeggeri accreditati a Taranto (fonte AdP)
Ora, di questi 13 milioni, ipotizziamo che solo il 50% abbia fatto uso di navetta, al costo medio di 50,00€, facendo una semplice moltiplicazione, otteniamo la cifra spaventosa di 336.750.000,00€.
Cifra al netto di altre esigenze, quali:
  • ·         Parcheggio (anche per più giorni);
  • ·         Rifornimento;
  • ·         Manutenzioni (per eventuali rotture o incidenti);
  • ·         Multe;
  • ·         Acquisti ecc..

Tutti soldi che i tarantini (diretti verso gli aeroporti di Bari e Brindisi) hanno sottratto all'economia tarantina che, sommati ai milioni (5 - Aiuti di Stato 2008), mancati e/o finanziamenti distratti (almeno 200 milioni), navette pubbliche (2 milioni), hanno contribuito all'impoverimento della provincia tarantina. È sotto gli occhi di tutti la differenza abissale fra le infrastrutture (aeroporto in primis), gap che non riusciremo a colmare neanche nei prossimi 10 anni.
Ora, ritornando a quella cifra spaventosa: 300milioni€, arrotondata per difetto, chiediamo: quante compagnie avremmo finanziato? Quante rotte avremmo attivato? Quanti voli a 19,00€ ci saremmo permessi?

mercoledì 12 luglio 2017

Movimento Λeroporto TΛRΛNTO: BUD SPENCER A TARANTO

In occasione del triste anniversario, vogliamo ricordare due grandi brave persone: Bud Spencer e Luigi Albisinni.
Movimento Λeroporto TΛRΛNTO: BUD SPENCER A TARANTO: Bud SPENCER con la sua dolcissima moglie è venuto a Taranto per appoggiare la candidatura a sindaco dell'amico (da una vita) del...

mercoledì 24 maggio 2017

SOCIETÀ AMERICANA INVESTE 220 MILIONI PER VOLI IN AEROPORTO DI TARANTO

il nuovo cda di AdP
Oggi incontro tra la Regione Puglia e il cda di AdP. Questo un sunto delle questioni più importanti:


Una importante società americana è disposta ad investire su Aeroporto di Taranto 220 milioni di € (pare per voli charter legati alle crociere).
Qualunque operazione deve però partire - ha rassicurato Stefanazzi - dal garantire ai pugliesi un servizio aeroportuale idoneo, sempre migliore, con maggiori destinazioni rivolte anche ai turisti. In questa ottica va considerata anche la valutazione degli asset di Foggia e Grottaglie, che non sono mai stati esclusi da un piano di sviluppo".
"Oggi siamo nella fase della valutazione - ha aggiunto Onesti - di tutte le opzioni esistenti sul mercato. Faremo le cose che servono a questa azienda nel rispetto della crescita sociale e non solo dei numeri".
L’esponente del Pd Michele Mazzarano, ha anche sollevato la questione aeroporto Grottaglie, che è abilitato tanto al trasporto industriale quanto a quello civile. “Dobbiamo capire come conciliare lo sviluppo della già ampiamente definita vocazione industriale e avvio dei voli civili”, ha detto. “La pista di Grottaglie è una delle più lunghe del Sud Europa e, quindi, adatta anche ai voli intercontinentali. Non vogliamo certo l'aeroporto sotto casa, ma nel caso di Grottaglie si può immaginare uno sviluppo integrato che valorizzi le sue potenzialità”. “Questo, ovviamente, può valere – ha concluso - anche per altri aeroporti minori come quello di Foggia”.

Chiuso il dialogo tra AdP e Gesac, la società che gestisce l'aeroporto di Napoli. E' quanto emerso oggi nella commissione Affari generali del Consiglio regionale, riunitasi per affrontare le ipotesi di privatizzazione della società partecipata della Regione che gestisce gli scali aeroportuali pugliesi. Ai lavori sono intervenuti, tra gli altri, il capo di gabinetto del presidente della Giunta regionale, Claudio Stefanazzi, ed il presidente del consiglio di amministrazione di AdP, Tiziano Onesti. In particolare Stefanazzi, che a novembre dello scorso anno aveva già chiarito in audizione la non esistenza di una fusione tra società, ha ribadito che si stava valutando la nascita di un polo di aggregazione meridionale e che Gesac chiudendo il rapporto di scambio di informazioni con AdP ha poi fatto scelte imprenditoriali che hanno portato Ryanair ad aprire una base a Capodichino. Siamo ad oggi oggetto - ha aggiunto Stefanazzi - di molte sollecitazioni ed è giusto che siano definite e valutate per accertare quali potrebbero essere le strategie di crescita di Adp.
Il sistema aeroportuale pugliese ha fatto passi da gigante nell'ultimo decennio, contribuendo a fare della Puglia la regione più attrattiva sul piano turistico. Aver deciso di confermare il contributo annuale a Ryanair ne è la dimostrazione. La Regione continua a dare il massimo, ma questo regime ha bisogno di aprirsi alle esigenze del mercato. È bene, pertanto, tenere aperta una ricerca senza soluzioni preordinate e senza pregiudizi”. A dichiararlo è il presidente del gruppo regionale Pd, Michele Mazzarano, a margine dell’audizione di oggi, in seconda commissione consiliare, dei vertici di Aeroporti di Puglia. Un confronto serrato con i consiglieri regionali, che ha visto la partecipazione del presidente Tiziano Onesti e della consigliera Beatrice Lucarella, del direttore generale Marco Franchini e del direttore amministrativo Patrizio Summa, oltre che del capo di gabinetto della Regione Puglia, Claudio Stefanazzi.

giovedì 4 maggio 2017

PREDICA BENE E RAZZOLA MALE



Dobbiamo, purtroppo, ritornare su una segnalazione di febbraio, ma ancora di imminente attualità.
Riceviamo dalla europarlamentare Rosa D’Amato, la seguente segnalazione:
Il management di Aeroporti di Puglia va azzerato. E’ questa la richiesta formalizzata in un’interrogazione dai consiglieri 5 stelle Galante, Conca, Barone e Bozzetti, anche perché è in ballo la questione degli aeroporti di Grottaglie e di Foggia, che sono i due aeroporti che si spera tornino ad avere i voli passeggeri.

Ecco le risposte di Emiliano. Memori delle promesse più volte annunciate e mai messe in pratica, analizziamo cosa ci manda a dire.
  1. Il presidente Emiliano fa presente che, loro sponte, i dirigenti apicali di Aeroporti di Puglia hanno presentato, qualche giorno fa, un’ipotesi già definita di sostanziale riduzione dei loro compensi. “Iniziativa -  ha aggiunto – che ho particolarmente apprezzato, in quanto spontanea”.
  2. Resta il fatto, ovviamente, che questo tipo di verifica deve impegnare tutti anche nel tentativo, con riferimento agli aeroporti meno utilizzati, di sollecitare il mercato ad utilizzare queste strutture che hanno, comunque, dei loro costi fissi che incidono notevolmente sulle tasse aeroportuali e, in generale, sul costo dei servizi aeroportuali.
  3. Arriverà − penso a breve − in Aula il debito fuori bilancio con riferimento al finanziamento della convenzione Ryanair-Aeroporti di Puglia, cercheremo insieme di verificare se quell’importante finanziamento possa essere utilizzato anche per spingere nuove compagnie ad utilizzare gli aeroporti sottoutilizzati.
  4. …fermo restando, ovviamente, che la dislocazione del traffico sugli aeroporti di Bari e di Brindisi sta dando risultati operativi che, obiettivamente, sono assolutamente positivi”.
  5. In ogni caso – ha aggiunto il presidente -, l’Amministrazione è assolutamente a disposizione, anche a seguito della riunione che pensiamo di svolgere presso la Camera di Commercio di Taranto, che è parsa particolarmente attiva, per valutare le possibilità di utilizzo dell’aeroporto di Grottaglie.
  6. Rimane, però, un elemento. Siccome ho chiesto a tutti di indirizzare direttamente al Presidente qualunque soggetto che intenda organizzare voli su Grottaglie, fino ad oggi compagnie, tour operator che abbiano intenzione di organizzare voli su Grottaglie non ce ne sono”.

Le nostre controdeduzioni:
  1. Guarda che combinazione, “solo qualche giorno fa”.  Ma non era Emiliano che rimproverava all’ing. Domenico Di Paola, gli abusi e compensi faraonici in Aeroporti di Puglia? E come la mettiamo con il compenso annuo del direttore AdP di € 320.000,00? Non è vigente la riforma Renzi che impone un tetto massimo di € 240.000,00?
  2. In pratica, se abbiamo capito bene, conviene lasciare l’auto chiusa nel garage, perché farla camminare costa! Oppure, ancora, conviene mangiare solo a pranzo, perché la cena costa? Se non è una Catalanata questa!
  3. Bene! Ma visto che Ryanair c’è già, ed ha intascato bei soldini (a quanto pare immeritati), perché non utilizzare gli irlandesi? Fermo restando che, quando AdP deciderà di fare nuovi bandi (come LEGGE e Convenzione impongono), sarà sempre troppo tardi.
  4. Perché “dislocazione” chiamiamola col termine esatto: dirottamento! Anche questa una Catalanata; in tutto il mondo ed anche in Italia, i numeri dei passeggeri aumenta in modo esponenziale: qual è la meraviglia?
  5.  La Camera di Commercio è stata più volte …zittita da AdP e da i vari assessori ai trasporti che sono succeduti, anzi proprio l’attuale, avv. Giovanni Giannini, rifiuto l’incontro alla CCIAAA, proprio perché la riteneva non parziale e decise per il “campo neutro” presso il Comune di Grottaglie, dove nel frattempo, il sindaco avv.Ciro Alabrese, aveva perso la smania del volo che lo aveva colpito durante le elezioni. Morale: un sacco di chiacchere, un sacco di promesse, tutte, ovviamente, non mantenute.
  6. Vorremo sapere dov’è scritta questa assurda richiesta? Magari sull’AIP? Magari è stato diramato un dispaccio ENAV? È scritto sulle piste d’atterraggio? Facciamo i seri: c’è chi è pagato, pure bene (magari € 320.000,00 annui) per fare il proprio dovere, con le opportune e regolari modalità di Legge, mettendo a conoscenza magari, anche l’ENAC.

Ancora una volta, niente di nuovo, anzi dobbiamo registrare un appiattimento su posizioni che erano già di Fitto e di Vendola.
Insomma: si predica bene e si razzola male.